Detto in modo semplice: il Comune cede 5 piccoli pezzi di terreno pubblico, necessari – secondo l’amministrazione – per installare nuove cabine elettriche utili a migliorare la qualità del servizio elettrico.
Un servizio che, soprattutto nelle zone prossime a Torvaianica, sarebbe decisamente sottodimensionato, specie d’estate, quando il numero dei presenti e l’uso sempre più massivo dei climatizzatori rischia di mandare in blackout l’intero sistema di distribuzione.
La delibera è passata senza scintille: discussione praticamente assente e via libera immediato, con l’atto dichiarato subito eseguibile.
Cinque “micro-aree” pubbliche: campo sportivo, periferia e Martin Pescatore
Non parliamo di ettari o di nuove lottizzazioni. Qui la notizia sta nei dettagli: sono porzioni minuscole, alcune grandi come un posto auto o poco più, che però diventano snodi importanti per la rete elettrica locale.
Le aree, dopo i frazionamenti, sono cinque in totale (quattro siti, uno dei quali con due aree). Il Comune di Pomezia le ha inserite nel piano per poterle cedere e permettere l’installazione di infrastrutture: cabine e apparati che servono a distribuire energia in modo più stabile.
I punti individuati sono sparsi e raccontano una geografia precisa delle esigenze della città.
C’è un’area da 6×10 metri all’interno del campo sportivo di via Varrone.
Un’altra, sempre 6×10 metri, è in via Cincinnato.
Poi si scende verso il litorale: due aree da 7×5 metri in via del Levante, a Martin Pescatore.
Infine, un’area da 6×10 metri nel giardino dell’immobile comunale che ospita il Centro Anziani “Martin Pescatore” in via Sagittario.
Perché il Comune le cede: “più energia, meno blackout”
La motivazione politica è chiara e viene ripetuta più volte: l’operazione viene presentata come risposta alle “mutate esigenze di consumo” e al “crescente fabbisogno energetico”.
Così vengono motivate le vendite dei terreni nella Deliberazione di fine dicembre:
“…risultano necessarie in ragione delle mutate esigenze di consumo e del crescente fabbisogno energetico, e che tali interventi sono indispensabili non solo per garantire una maggiore disponibilità di energia nella rete di distribuzione a bassa e media tensione – fondamentale per le esigenze dell’utenza privata e pubblica, sia in ambito urbano che extraurbano – ma soprattutto in quanto rispondono a un preminente interesse pubblico, consistente nel miglioramento della sicurezza del sistema elettrico, nella tutela e adeguatezza degli impianti e nella prevenzione di interruzioni del servizio, assicurando così la continuità e l’affidabilità dell’erogazione dell’energia quale servizio essenziale”.
Tradotto: vista la maggiore richiesta di energia, bisogna rendere la rete elettrica più robusta. È la classica scelta “pragmatica”: piccoli sacrifici di suolo per un beneficio collettivo.
Incasso 13mila euro. 60 giorni di tempo per i cittadini
Sul bilancio, la cifra non è enorme ma è ufficiale: 13.000 euro di entrate previste nel 2025 dalla voce “alienazioni di diritti reali di godimento”.
La delibera prevede la pubblicazione per 60 giorni: è la finestra in cui i cittadini possono leggere l’atto, verificare le planimetrie e capire se l’installazione delle cabine avrà impatti concreti (cantieri, accessi, presenza visiva degli impianti) vicino a case, strutture sportive o luoghi di aggregazione come il centro anziani.
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Il Comune di Pomezia ha specificato anche che l’operazione non richiede varianti urbanistiche: quindi, niente cambi di destinazione “pesanti” annunciati, almeno sulla carta.




















