Questo ha stabilito con un via libera lampo il municipio gli ultimi giorni del 2025. È la risposta “di emergenza” per evitare che le abitazioni oltre il fosso restino tagliate fuori.
Non un’opera definitiva, ma un bypass pensato per ripristinare un minimo di normalità: accesso alle case, passaggio dei mezzi, possibilità di intervento dei soccorsi. Il cantiere è atteso entro metà gennaio.
17mila euro per “riaprire” il passaggio
Il progetto-lampo non riguarda solo la “nuova strada” temporanea. Nel pacchetto rientra anche la messa in sicurezza dell’area crollata in via Ponte di Ferro, perché il problema non è soltanto la mobilità: è la pubblica incolumità.
I tecnici comunali, dopo sopralluoghi, hanno certificato una situazione di pericolo che non consentiva rinvii.
Il Comune di Velletri ha formalizzato l’operazione con la determinazione dirigenziale n. 2019 del 29 dicembre 2025: l’intervento viene quantificato in 17.186,87 euro e affidato alla Bio Edilizia S.r.l..
La cifra non è astronomica, ma racconta bene il tipo di lavori: interventi rapidi, essenziali, mirati a rendere praticabile un tracciato e a mettere in sicurezza un’area a rischio.
Il crollo e l’ordinanza di chiusura
Il Comune motiva la scelta con la necessità di intervenire subito, senza aspettare i tempi ordinari: la via è l’unico accesso veicolare e pedonale per le abitazioni sul lato est del fosso e l’isolamento avrebbe avuto una conseguenza immediata, soprattutto sul fronte dei soccorsi.
Da qui l’affidamento in “somma urgenza”: la politica locale, in questi casi, si misura su un crinale sottile tra rapidità e controllo. E la città, giustamente, chiede entrambe le cose: interventi rapidi ma anche piena tracciabilità delle decisioni.
La cronologia aiuta a capire la pressione su Palazzo comunale.
Il 9 novembre 2025 viene segnalato il crollo parziale su via del Ponte di Ferro; il 12 novembre arriva l’ordinanza di chiusura totale al transito, pedonale e veicolare.
In quei giorni si tenta anche di individuare soluzioni tampone (passaggi alternativi nell’area), ma l’equilibrio resta fragile: una via interrotta non è solo un disagio, è un tema di diritti quotidiani—mobilità, sicurezza, accesso ai servizi. Da qui l’urgenza e un bypass temporaneo.
Il nodo politico: il debito fuori bilancio
Nel documento comunale emerge infine un elemento destinato a far discutere: il parere contabile risulta non favorevole, perché la spesa rientra in un debito fuori bilancio non ancora riconosciuto.
Traduzione: l’intervento si fa (per necessità), ma la sua regolarizzazione contabile dovrà essere “chiusa” con un passaggio formale in Consiglio comunale.
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