Il Consiglio comunale di Latina, con una delle ultime delibere del 2025, ha messo la parola fine alla vicenda dell’impianto ascensore del complesso museale di Satricum, riconoscendo un debito fuori bilancio e aprendo la strada a una transazione che chiude definitivamente il contenzioso.
La vicenda iniziata nel 2014
Tutto comincia nel 2014, quando una società specializzata installa un ascensore all’interno del museo, su richiesta – secondo quanto emerso in giudizio – degli amministratori latinensi dell’epoca e con il coinvolgimento di un dipendente comunale.

Ascensore mai pagato dal Comune di Latina, accordo dopo 8 anni per evitare la causa.
Ma a quell’intervento non segue mai un formale atto di affidamento né il relativo impegno di spesa.
Il conto, inevitabilmente, arriva anni dopo.
Comune di Latina portato in Tribunale
Nel settembre 2017 la società che aveva installato l’ascensore si rivolge al Tribunale civile di Latina chiedendo il pagamento di oltre 30mila euro, chiamando in causa il Comune e l’ex dipendente dell’ente.
L’amministrazione si costituisce in giudizio all’inizio del 2018, affidando la difesa all’Avvocatura comunale, e da lì prende avvio una causa destinata a trascinarsi nel tempo.
Lavori fatti ma mai richiesti formalmente dal Comune
Le udienze chiariscono un punto decisivo: i lavori sono stati eseguiti e l’ascensore esiste. Tutti i testimoni confermano l’effettiva realizzazione dell’opera.
È su questo dato di fatto che si innesta il nodo giuridico: l’Ente ha beneficiato di un’opera pubblica, pur in assenza delle procedure contabili previste dalla legge.
Una tipica fattispecie di “debito fuori bilancio”, riconoscibile nei limiti dell’utilità e dell’arricchimento conseguiti dal Comune di Latina.
La svolta arriva nel gennaio 2024, quando il giudice invita le parti a tentare una conciliazione.
La società mette sul tavolo una proposta a saldo e stralcio: 22mila euro più IVA, molto meno di quanto inizialmente richiesto, pur di chiudere la partita.
Dopo mesi di interlocuzioni, la Giunta di Latina ha approvato nel settembre 2025 lo schema di accordo transattivo, ma la sua efficacia è stata subordinata a un passaggio obbligato: il riconoscimento del debito da parte del Consiglio comunale.
Ed è qui che entra in scena la delibera consiliare.
Il Consiglio comunale di Latina
L’aula prende ha preso che proseguire il giudizio avrebbe comportato un rischio concreto di soccombenza e costi ancora maggiori, tra interessi e spese legali.
Meglio, dunque, chiudere ora, riconoscendo un debito complessivo di 24.200 euro IVA inclusa, da pagare in un’unica soluzione entro quaranta giorni dall’approvazione dell’atto.
Una scelta che l’amministrazione ha motivato anche sul piano sostanziale: l’ascensore è entrato a far parte del patrimonio comunale, ha migliorato l’accessibilità del museo, rispondendo a un interesse pubblico evidente. In altre parole, il Comune di Latina ha utilizzato quell’opera e ne ha tratto beneficio.
Ignorarlo sarebbe stato difficile da sostenere davanti a un giudice.
Così, tra carte bollate, atti omessi e anni di silenzio amministrativo, l’“ascensore fantasma” di Satricum ha trovato finalmente una collocazione contabile. La causa è stata abbandonata, le spese di lite compensate e la vicenda archiviata.
Leggi anche: Latina avrà il suo parco archeologico: l’antico e misterioso santuario romano




















