La redazione de Il Caffè si è posta una domanda: questa tradizione è uguale per grandi e piccoli? Cosa cambia tra le varie generazioni nel modo di vivere questa Epifania 2026?
Con un piccolo sondaggio per le strade di Aprilia, abbiamo ascoltato vari cittadini ponendo loro alcune domande su come vivono questo momento di festa: tra nonni e nonne che ricordano la befana di una volta e giovani che aspettano con ansia la calza, nella speranza che sia vissuta come una tradizione e non solo come iniziativa commerciale.
Epifania 2026, tra ricordi di una volta e tradizione attuale: dal mandarino come dono alla calza di Stranger Things
Ascoltando varie voci nella città di Aprilia, è stato possibile comprendere quanto la tradizione della calza del 6 gennaio sia cambiata. Non tanto per l’aspetto materiale quanto per quello simbolico.
Ce lo ha fatto capire bene Giuseppe, 79 anni:
Quando ero piccolo, la Befana la aspettavo quasi più del Natale. Babbo Natale arrivava da lontano mentre la Befana era qualcosa di nostro.
Ho un ricordo in particolare: mio nonno Eugenio insieme a nonna Livia preparavano delle calzette per me e i miei due fratelli. Il carbone non mancava mai, insieme al cibo. L’abitudine di mettere un regalo è arrivata dopo, credo.
Un altro aneddoto da Guglielmo, 76 anni su dei dolci particolari risalenti alle sue origini:
La mia famiglia ha origini toscane. Ricordo che la mia mamma usava mettere nella mia calza i Cavallucci. Sono dei biscotti di Siena che hanno un sapore forte che da bambino mi piaceva molto. Non duri ma nemmeno molli. Aspettavo quasi più l’Epifania che il Natale. Oggi forse è l’inverso
Ecco, tradizioni che cambiano. Un tempo, il regalo nella calza non era poi così comune. Si tratta di qualcosa arrivato col tempo.
Una volta la Befana era importantissima, ce lo conferma anche Milena, 83 anni che ha sottolineato:
Per me la calza della Befana è una tradizione che non va persa. Ai miei nipoti cerco di fare la calza come quella di una volta.
Di solito io da piccola, ci trovavo sempre dolci, un mandarino e magari un piccolo regalo che potesse essermi utile. Non serve esagerare, conta il pensiero.
Lì con lei anche il nipote Christian, 17 anni, tutt’altra generazione:
A parte quelle della nonna, non ho mai trovato un frutto nelle calze della Befana. Di solito, sono abituato a ricevere quelle già confezionate. Magari della Kinder o di altre marche famose. Tendenzialmente però non ho molto interesse per la Befana.

Insomma, adesso è difficile si faccia la “fatica” di riempire una calza da sé, più direttamente la si compra, già bella e confezionata.
Tante le calze che vanno per la maggiore, ad esempio Luca, 10 anni non ha esitato a dirci la sua:
A me piace la calza Kinder, la trovo sempre, tutte le volte. Mi piacciono gli ovetti.
Non manca anche chi ha gusti ancora più specifici, diciamo sportivi. Carlo, 13 anni, si aspetta una Befana con colori precisi:
Tifo Roma, spero di avere una calza giallorossa. Senza cioccolato fondente però, non mi piace.
Oppure Lisa, 14 anni in linea con una serie televisiva di successo del momento:
Mi è piaciuta tanto la serie TV di Netflix “Stranger Things”. Chissà se esiste una calza, mi piacerebbe averne una.
Gusti molto specifici per una tradizione che è rimasta, ma è cambiata nel corso del tempo tra pro e contro.
Befana 2026: iniziativa commerciale o occasione per stare in famiglia?
Nel corso delle interviste fatte in giro per la città di Aprilia, non volontariamente, è sorta una tematica legata all’Epifania.
Questa festa che porta calze a grandi e piccoli, come il Natale, è un occasione per riunire le famiglie oppure solo una mera iniziativa commerciale?
Per Bruno, 81 anni, le idee sono chiarissime:
Vengo da una famiglia numerosa. Ho quattro fratelli e ho un ricordo bello delle festività nella mia infanzia.
In particolare, ricordo che quando i soldi non erano troppi, i miei genitori si impegnavano a fare una sola calza o magari un sacchetto, con dei dolciumi per tutti e cinque. Spesso erano cose fatte in casa per spendere il meno possibile. Ma è uno dei ricordi più belli perché erano momenti in cui si stava insieme.
Insomma, io la Befana la continuo a vivere così anche coi miei nipoti: un momento di convivialità e niente di più. Oggi forse un po’ della tradizione di una volta si è persa, in favore della corsa alla calza più bella.
La tradizione che per molti rimane quindi importante nel corso del tempo, per alcuni più giovani forse è dimenticata.
Alessandro, 26 anni vede spesso la nonna e, intervistato in sua presenza, ha dato un’idea di come la sua generazione percepisca la festa della Befana:
In effetti spesso mia nonna su mia richiesta mi racconta di quando da piccola la festa della Befana era importantissima.
Ora io personalmente la sento poco a livello emotivo. Mi piace per i dolci o magari per la calza ricevuta ogni anno, specie da lei.
Eppure io come altri ragazzi della mia età sfruttano Befana e Natale più per regali e uscite con amici che realmente per passarlo unicamente in famiglia. Sicuramente le cose sono cambiate

Dello stesso tenore il commento di Alessio, 19 anni, forse anche più drastico:
Non sento molto vicino a me la festa dell’Epifania, a tratti non festeggio il 6. Per me le feste finiscono il 31 dicembre.
Anche Laura, 80 anni e Mauro, 77 hanno confermato questa visione:
Abbiamo due nipoti. Una di 10 e l’altro di 15 anni.
Diciamo che hanno tanta premura per la calza e o i regali il giorno di Natale. Probabilmente si è persa un po’ l’importanza della festa dell’Epifania per stare insieme. Il Natale e la voglia di regali ha forse superato tutto il resto.
Sarebbe bello se ci fosse, almeno qui in Italia, maggiore sensibilità verso una festa che per noi “vecchietti” era importante.
I tempi sono cambiati e la calza alla Befana è diventata per le nuove generazioni una priorità. Tuttavia, c’è chi non scorda mai l’importanza del 6 gennaio come una volta: una Befana sulla scopa, quasi più importante di Babbo Natale e della sua slitta.
La Befana in piazza ad Aprilia
Ad Aprilia, comunque, l’associazione Il Mercatino cerca di mantenere viva la tradizione. Anche grazie ad una raccolta spontanea di dolciumi, organizza ormai da anni un evento proprio la mattina del 6 gennaio.
In piazza Roma vengono distribuite calze della Befana a tutti i bambini, a partire dalle ore 10.30, con l’invito appunto ai genitori a portare i propri figli in piazza a visitare la famosa vecchina sulla scopa, con cui ci si può fare anche una foto.
L’associazione ha specificato che la distribuzione di calze avviene anche in caso di pioggia, sfruttando la presenza dei portici in Piazza Roma.
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