È stato infatti liquidato a fine anno (2025) il primo “pezzo” del progetto: 216.946,07 euro (IVA compresa), legati allo stato di avanzamento Lavori n.1.
Non abbiamo al momento trovato riscontro sugli albi di Comune di Albano e Città Metropolitana di quali lavori esattamente sia composta questa prima tranche del progetto.
Un investimento da 1,3 milioni che cambia il Centro Sportivo di Cecchina
Il restyling complessivo vale circa 1,3 milioni di euro, sarebbe stato eseguito già un sesto dei lavori. Parliamo di una cifra importante, che arriva dentro i programmi di finanziamento europei collegati al PNRR – NextGenerationEU.
L’obiettivo dichiarato è quello di rimettere mano a un impianto strategico per lo sport locale, con un’idea chiara sullo sfondo, riqualificare l’intera struttura: atletica leggera, calcio, benessere e inclusione, con attenzione anche a chi vive difficoltà e disabilità.
Non serve entrare nei tecnicismi: qui il punto è che il quartiere si gioca un impianto più moderno e utilizzabile. Il progetto era stato lanciato dall’ex sindaco poi decaduto, Massimiliano Borelli.
Il bando: canone basso, impianto “nuovo”
A Cecchina quel centro sportivo non è solo un posto dove si gioca. È uno spazio di comunità: allenamenti, scuola, famiglie, associazioni, eventi. Per questo il cantiere ha un peso politico: riguarda la qualità della vita quotidiana, non una voce astratta di bilancio.
Qui entra in scena il tema che sta facendo discutere: la gestione del Centro Sportivo di Cecchina, va a bando, dopo un lungo periodo segnato da affidamenti provvisori e polemiche.
E sul tavolo c’è un dato che colpisce: 15mila euro l’anno di canone, cioè circa 1.250 euro al mese, per un grande impianto, considerato “a rilevanza cittadina” e pensato per più discipline, calcio e atletica in testa, come da noi rilevato di recente.
Il messaggio è evidente: chi vincerà la gestione, se tutto va come promesso, potrebbe ritrovarsi a lavorare in una struttura rimessa completamente a nuovo grazie a un cantiere considerevole.
La politica ora deve garantire regole, controlli e accesso
Il punto non è solo “chi vince”. Il punto è che regole si impongono al gestore: tariffe, manutenzione ordinaria, apertura alle associazioni, spazi garantiti alle diverse discipline, attenzione ai giovani.
L’impianto è di tutti, non di una sola realtà/persona/gruppo di persone. E proprio perché i soldi pubblici stanno già finanziando il rilancio, la cittadinanza ha diritto a pretendere una gestione limpida: niente scorciatoie, niente proroghe infinite, niente zone grigie su responsabilità e controlli.
A maggior ragione, visto e considerato che al momento il Comune è guidato da una gestione commissariale, dopo la caduta dell’ex sindaco Borelli.
Il primo pagamento è un inizio: adesso servono tempi certi
Il primo step pagato riguarda lavori certificati fino ai primi giorni di dicembre 2025. In pratica: il cantiere sarebbe partito, ma la vera prova sarà la continuità del progetto.
Perché l’impianto “nuovo di zecca” non lo fa una delibera, lo fanno i passaggi successivi. Le tranche successive, e soprattutto la capacità di tenere insieme due cose che spesso litigano tra loro: lavori pubblici e gestione quotidiana post bando.
Se questa volta la filiera regge, lo sport a Cecchina può davvero voltare pagina.
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