L’obiettivo è chiudere il progetto entro il 2026 e arrivare al traguardo del fine-lavori nel 2028.
Non è più un dibattito astratto sulla viabilità, ma una scelta “varata” dentro gli atti che accompagnano il Programma triennale e l’elenco annuale: il passaggio che trasforma un’idea in una priorità di governo cittadino.
La nuova superstrada come “bretella” a nord della Sughereta
Nel racconto che l’amministrazione di Pomezia porta in città, questa infrastruttura è destinata a funzionare come una bretella a sud del nucleo storico cittadino e a nord della Riserva della Sughereta: un asse di scorrimento che punta a redistribuire il traffico e a creare un’alternativa alle direttrici più sotto pressione.
L’obiettivo dichiarato è doppio: fluidificare e mettere in sicurezza gli spostamenti, con un’opera che, pur rimanendo urbana, ha ambizioni da “superstrada” per capacità e ruolo strategico nel disegno complessivo della mobilità pometina.
Dallo studio di fattibilità all’ok
In autunno il Comune di Pomezia aveva già avviato lo studio di fattibilità di questo progetto, affidando l’analisi a un professionista esterno per chiarire tracciato, sostenibilità e compatibilità complessiva dell’intervento.
Quello studio, secondo l’impostazione seguita negli ultimi mesi, si è chiuso con esito positivo, ed è qui che si innesta la novità politica. Dopo la “prova di realtà”, l’opera è stata messa in carreggiata nella programmazione e accompagnata da risorse e tempi indicativi.
La Sughereta al centro: sviluppo sì, ma con un confine simbolico
Qualunque sia la soluzione tecnica e il tracciato, il progetto non è stato ancora reso pubblico, il confine vero sarà quello politico. La Sughereta non è un semplice sfondo, è un tema identitario di Pomezia.
La Riserva naturale regionale è stata istituita nel 2016 ed è gestita dal Parco regionale dei Castelli Romani: un vincolo reale, oltre che un simbolo.
Per questo la “bretella nord” dovrà dimostrare che si può intervenire sulla mobilità senza trasformare la tutela ambientale in una voce accessoria. Per molti cittadini, qui si misura la credibilità: non solo “fare”, ma “come”.
E a sud della Sughereta? C’è un’altra bretella che riapre lo scontro
Ma la partita viaria attorno alla Sughereta non si esaurisce a nord. Sul lato sud dell’area protetta, infatti, torna ciclicamente in campo un secondo progetto.
Una prima bretella/tangenziale sud che collegherà via Pontina (SS148) e via Gronchi, attraversando o incidendo da vicino l’area tutelata.

Il tema è riemerso anche in Consiglio comunale nella primavera 2025, dopo un’interrogazione dell’opposizione, con la maggioranza che ha rivendicato l’impianto storico dell’opera (richiamata perfino nel PRG del 1974). Ma che ha ammesso che il progetto è ancora in una fase preliminare.
Dodici milioni, tempi incerti e polemiche: la “bretella sud” resta un caso aperto
Sulla bretella sud, a differenza del collegamento Nenni–Cincinnato a nord, la questione oggi è meno “quando” e più “se e a quali condizioni”.
Le ultime informazioni circolate parlano di un’opera stimata attorno ai 12 milioni di euro, con un tracciato di circa 2,1 km e caratteristiche che la rendono, di fatto, una superstrada urbana.
Ma su tempi e quadro definitivo la prudenza resta alta, mentre cresce la pressione di comitati e associazioni ambientaliste: il WWF, ad esempio, ha pubblicamente contestato l’idea di consumare suolo protetto.
Due bretelle, una sola domanda: quale città vuole diventare Pomezia
In sintesi:
la bretella nord (Nenni–Cincinnato) è quella che oggi ha già una traiettoria politica più netta—fondi, programmazione e finestra rapida e sicura 2026–2028;
la bretella sud (Pontina–Gronchi) invece resta un dossier ad alta tensione, dove mobilità e ambiente si scontrano frontalmente.
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