Una notizia che rimbalza rapidamente nel dibattito politico cittadino e che viene lanciata come una “bomba” dalla Lista Turano per Anzio. Una notizia che ha dato il via a uno scontro frontale tra opposizione e maggioranza, con il Partito democratico finito nel mirino.
L’accusa dell’opposizione: “Nomina inopportuna”
Per la Lista Turano il punto non è la professionalità del tecnico incaricato, non messa in discussione, ma l’inopportunità politica ed etica della scelta.
Secondo i promotori della denuncia, anche qualora l’atto fosse formalmente legittimo, resta il problema di un affidamento diretto disposto da una dirigente scelta dal sindaco, a favore di un suo parente, in un Comune dove – sostengono – esistono regolamenti chiari che avrebbero imposto almeno una comparazione tra più operatori economici.
Da qui l’accusa di aver ignorato il regolamento comunale sugli affidamenti sotto soglia e il principio di rotazione previsto dal codice degli appalti.
Un tema che, per l’opposizione, richiama questioni di conflitto di interessi e di etica pubblica già emerse in passato nella storia amministrativa della città.
Annunciata anche una segnalazione all’Anac (Autorità Nazionale Anticorruzione) per fare chiarezza sull’intera procedura.
La replica della maggioranza
Di segno opposto la posizione della maggioranza, affidata ad Alternativa per Anzio, che respinge le accuse parlando di attacchi strumentali e di una ricostruzione distorta dei fatti.
L’amministrazione di Anzio rivendica la natura esclusivamente amministrativa dell’atto, una determina dirigenziale che non coinvolge la politica nelle scelte operative.
Secondo questa versione, l’incarico si inserisce in un percorso già avviato: il professionista era stato coinvolto in precedenza dalla passata amministrazione e poi confermato dalla Commissione straordinaria per il censimento delle alberature, attività obbligatoria rimasta incompleta.
La decisione di proseguire con lo stesso tecnico viene motivata con esigenze di continuità e coerenza tecnica.
La maggioranza sottolinea inoltre che l’obiettivo non è solo chiudere il censimento, ma arrivare finalmente alla redazione di un Piano del Verde, considerato uno strumento strategico per la gestione del patrimonio arboreo cittadino.
In questa prospettiva, l’affidamento sarebbe non solo legittimo, ma anche funzionale all’interesse pubblico.
Le nomine, argomento delicato ad Anzio
Resta però una frattura politica evidente. Da una parte chi parla di inopportunità e regole disattese, dall’altra chi rivendica la correttezza amministrativa e accusa l’opposizione di confondere piani diversi.
Una questione che avviene però in un territorio dove clientelismi e favoritismi si sono in passato legati a sistemi criminosi, portando addirittura al Commissariamento dell’amministrazione.
È per questo che una nomina di per sé (oggettivamente) non scandalosa va però a toccare un nervo scoperto, finendo quindi sotto i riflettori dell’opinione pubblica.
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