L’investimento,varato dalla giunta guidata dalla sindaca Veronica Felici a fine anno, è stato inserito per intero sull’annualità 2026. È il passaggio che fa la differenza tra annunci e cantieri: quando un’opera entra nell’elenco “giusto”, con risorse tracciate, diventa una priorità politica misurabile.
Non si conoscono ancora gli elementi portanti del progetto come quale tratto del lungomare di Torvaianica sia interessato, dove saranno acquisite le risorse, quali i tempi di realizzazione.
Questo lavori andranno di pari passo con l’istituzione di una isola pedonale nel centro di Torvaianica, nei pressi di piazza Ungheria e con i lavori per la ciclopedonale in corso di ultimazione.
Il segnale politico: Torvaianica torna al centro della mappa delle priorità
Mettere 3 milioni sul marciapiede del lungomare significa scegliere un terreno ad alta visibilità e ad alto rischio.
Alta visibilità perché il litorale è la vetrina estiva della città. Alto rischio perché ogni rinvio pesa doppio, tra residenti e operatori economici.
È un investimento che parla anche al resto del territorio. Se la Giunta decide di spendere capitale politico qui, sta dicendo che la “città turistica” non può restare un’appendice, specie dopo i problemi sui parcheggi durati mesi che hanno costellato parte dell’anno appena trascorso. E che il decoro, quando diventa sicurezza e accessibilità, è una scelta di governo.
Dal piano alla realtà
Il contesto istituzionale conta: l’operazione del marciapiede passa dentro la cornice del Programma triennale adottato e agganciato al bilancio, perché senza copertura e senza passaggi formali non esiste nessun “via ai lavori”.
È qui che si gioca la credibilità: tra progettazione esecutiva, procedure di gara, compatibilità con la stagione balneare e inevitabili attriti sul territorio. La politica, insomma, si misurerà sui tempi amministrativi — che spesso diventano il vero campo di battaglia.
Lavori sul lungomare
Il tema marciapiedi non nasce oggi. Negli anni scorsi si è parlato di riqualificazione di tratti del lungomare con interventi che ruotavano attorno all’abbattimento delle barriere architettoniche, al miglioramento della viabilità pedonale e alla sistemazione urbana.
Più recentemente sono stati annunciati lavori su porzioni limitate della passeggiata, segnale di un approccio per lotti: utile per partire, ma spesso insufficiente per cambiare davvero il volto di un’arteria lunga e strategica.
La partita PNRR: sul litorale c’è anche un cantiere “di sistema”
Sul lungomare pesa anche la dimensione dei programmi di rigenerazione urbana e qualità dell’abitare, con progetti più ampi che hanno portato finanziamenti dedicati e cronoprogrammi da rispettare.
In questo quadro, lo stanziamento da 3 milioni nel Piano triennale può diventare il tassello che completa o collega interventi già avviati, evitando l’effetto ‘arlecchino’: un lungomare sistemato a pezzi, con standard diversi e discontinuità che si vedono — e si pagano — nel tempo.
Che succede adesso: la città chiede una data, non un titolo
Il punto, ora, è semplice: i 3 milioni sono una promessa “contabile” che deve diventare promessa “civile”. Servono progetto, gara e calendario, ma soprattutto una gestione politica che eviti l’effetto più temuto: Torvaianica invasa da cantieri aperti senza strategia, con impatti su viabilità e commercio.
Il Comune di Pomezia ha messo la cifra sul tavolo; adesso deve mettere sul tavolo anche la chiarezza: tratto interessato, priorità, tempi e interlocuzione con cittadini e categorie.
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