La Manica, in Normandia, è già in allerta rossa, mentre parte della Cornovaglia, in Gran Bretagna, segue con apprensione l’evoluzione del fenomeno.
Una vera “bomba meteorologica”, come la definiscono gli esperti, che ha già costretto la SNCF (Società nazionale delle Ferrovie francesi) a sospendere diversi collegamenti ferroviari per ridurre i rischi legati a caduta di alberi, rami e possibili interruzioni della corrente elettrica.

Il nome “Goretti”, il significato per i cattolici
Ma accanto all’emergenza meteo, in Francia si è aperta una piccola polemica sul nome scelto per la tempesta: “GORETTI“.
“Goretti” richiama alla memoria di molti cittadini cattolici il nome di Santa Maria Goretti, la giovane martire nata nel 1890 a Corinaldo e uccisa a soli undici anni a Nettuno, simbolo di purezza, coraggio e perdono.
Prima di morire, perdonò esplicitamente il suo aggressore ed espresse il desiderio che un giorno la raggiungesse in Paradiso.
Questo perdono, offerto sulla soglia della morte, costituisce il cuore della testimonianza accolta dalla Chiesa.
Condannato a trent’anni di carcere, l’assassino Alessandro Serenelli si convertì durante la detenzione, chiese perdono alla madre di Maria e in seguito condusse una vita di penitenza.
Canonizzata nel 1950 da Papa Pio XII, alla presenza della madre, Santa Maria Goretti è oggi venerata come martire e rimane associata ai temi del perdono e della misericordia.
“Marietta” è venerata in modo particolare anche ad Aprilia (le è stata intitolata la chiesa arcipretale di piazza Roma) e Latina, che ospita la casa del martirio e che ha dato il suo nome all’ospedale pubblico.
L’associazione tra una figura religiosa e un fenomeno atmosferico così violento ha creato polemiche nella stessa Francia.
Come scrive il giornale cattolico francese online Tribuna Cristiana, infatti,
“Evitare l’uso dei nomi dei santi per descrivere eventi distruttivi e disastri naturali non sarebbe una questione di censura, ma piuttosto un rispetto fondamentale per la memoria spirituale che incarnano”.
Meteo France cerca di spiegare…
I servizi meteorologici francesi, però, hanno chiarito che il nome della tempesta non ha alcun riferimento simbolico o religioso.
La scelta rientra in un sistema internazionale di denominazione, adottato per facilitare la comunicazione dei rischi alla popolazione.
Goretti era semplicemente il prossimo nome disponibile nell’alfabeto della stagione 2025-2026, stabilito a settembre scorso da un consorzio di sei paesi: Francia, Spagna, Portogallo, Belgio, Lussemburgo e Andorra.
Le tempeste vengono nominate solo se rischiano di raggiungere almeno la vigilia arancione per venti forti, per garantire un’immediata identificazione pubblica e rendere più efficace l’allerta civica.
Dopo Goretti, la prossima tempesta che colpirà uno di questi Paesi sarà chiamata Harry.
… e si giustifica
“Attribuire un nome a una tempesta può sembrare un dettaglio, ma per noi meteorologi è fondamentale,” spiega Météo France.
“I sondaggi mostrano che la popolazione presta maggiore attenzione alle misure di sicurezza quando il fenomeno è chiaramente identificabile con un nome proprio.”
La tempesta Goretti, infatti, non riguarda solo la cronaca, ma solleva questioni pratiche: scuole, trasporti e infrastrutture dovranno affrontare la forza dei venti eccezionali previsti per le prossime ore.
Le autorità francesi invitano dunque la popolazione alla prudenza, ribadendo che la denominazione è puramente funzionale, scelta secondo criteri condivisi tra i servizi meteorologici europei, e che non intende offendere alcun sentimento religioso.
Nel frattempo, le raffiche continueranno a scuotere il nord-ovest della Francia, con scenari che impongono massima attenzione fino al progressivo miglioramento previsto nelle prime ore di venerdì.
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