Il provvedimento istituisce un limite di 30 km/h nel segmento di strada compreso tra i civici 8 e 56 – lungo circa 1,5 km – e prevede l’installazione di dossi artificiali.
Non solo un atto simbolico: la scelta di renderlo immediatamente operativo indica la volontà di produrre effetti rapidi e misurabili sulla sicurezza.
Una strada condivisa tra residenti e zona produttiva
Via della Maggiona è un punto di frizione evidente tra due vocazioni di Pomezia: quella quotidiana dei residenti e quella economica dei flussi legati alla logistica e alle attività produttive.
È una strada attraversata da traffico intenso, spesso anche pesante, dove la convivenza tra mezzi e pedoni diventa complessa, soprattutto nei tratti privi di marciapiedi.
Riporta infatti la deliberazione della Giunta Comunale dell’8 gennaio 2026:
“il tratto di Via della Maggiona, interessata come noto da intenso traffico anche pesante, compreso fra i civici 8 e 56, risulta caratterizzato dalla presenza di diverse curve di raggio limitato e dalla mancanza di marciapiedi”.
La politica comunale sceglie di intervenire proprio qui perché il rischio non è teorico: è incorporato nella geometria della strada e nel suo uso reale.
Il cuore del provvedimento: 30 km/h “veri”, non solo cartelli
Il punto centrale non è soltanto l’abbassamento del limite, ma la decisione di accompagnarlo con dissuasori fisici della velocità. In altre parole, l’amministrazione sceglie una linea netta: ridurre la velocità non per persuasione, ma per configurazione dello spazio stradale.
Dichiara la FGIunta, guidata dalla sindaca Veronica Felici:
“appare opportuna l’istituzione di una zona con limite massimo di velocità a 30 km/h, fornita di appositi dissuasori della velocità, allo scopo di salvaguardare la sicurezza dei cittadini ivi residenti”.
E per dissuasori di velocità si intendono:
“la realizzazione di dossi artificiali in conglomerato bituminoso dell’altezza di 7 cm”.
È un approccio che parla alla cittadinanza e ai comitati con un linguaggio semplice: qui si rallenta davvero. L’obiettivo dichiarato è tutelare l’utenza più vulnerabile, in un tratto dove la protezione infrastrutturale è scarsa.
È anche un modo per disinnescare una percezione diffusa di abbandono in alcune strade-cerniera tra quartieri e polo industriale.
Cosa cambia per chi vive e lavora lì: sicurezza, rumore, tempi e convivenza
L’effetto atteso non riguarda solo l’incidentalità, ma la qualità della vita: meno velocità significa in genere meno rumore, meno frenate improvvise, meno sorpassi azzardati e una percezione di maggiore controllo dello spazio urbano.
Allo stesso tempo, il provvedimento incide sui tempi di percorrenza e quindi tocca anche chi usa la Maggiona come collegamento funzionale verso le zone produttive.
È qui che la misura diventa politica: trovare un equilibrio tra la fluidità dei flussi e la protezione di chi abita la strada.
Tempi di realizzazione, controlli e “tenuta” del provvedimento
Ora la partita si sposta dall’annuncio all’attuazione.
L’intervento verrà realizzato nell’ambito del contratto di manutenzione stradale ordinaria e straordinaria, scelta che suggerisce l’intenzione di non aprire una procedura lunga, ma di agganciare i lavori a canali già attivi.
Resta però il nodo dei controlli e della continuità: dossi e segnaletica funzionano se inseriti in una strategia coerente. Il test sarà semplice: tra qualche settimana, sulla Maggiona si guiderà davvero a 30 km/h o no?
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