Giuseppe e Carlo, agenti della Polizia di Stato del IX Distretto Esposizione, non lo sapevano ancora quando la chiamata è arrivata al Numero Unico di Emergenza 112.
Una voce spezzata, disperata: due ragazze erano bloccate in un’abitazione al seminterrato, l’acqua continuava a salire. Pochi minuti dopo, la segnalazione rimbalzava alla Sala Operativa della Questura di Roma e una pattuglia veniva inviata sul posto.
Le due Martina
Le due giovani si chiamano entrambe Martina, hanno 24 e 21 anni, vengono da Latina e Pontinia. Studentesse, avevano scelto di vivere a Trigoria per la vicinanza al Campus Biomedico. Una scelta quotidiana, pratica, come tante. Ma quella notte, nel giro di pochi minuti, la normalità si è spezzata.
Arrivati all’indirizzo indicato, Giuseppe e Carlo hanno scavalcato il cancello. Davanti a loro, una scena che non lascia spazio ai dubbi: il seminterrato era quasi completamente sommerso.
L’acqua, entrata con violenza, aveva riempito ogni spazio, arrivando a sfiorare il soffitto. Le due Martine erano lì, stremate, infreddolite, aggrappate alla parte più alta di una finestra, l’unico punto da cui riuscivano ancora a tenere la testa fuori.
Non c’erano vie di fuga. La porta di accesso era bloccata dalla pressione dell’acqua, impossibile da aprire. Le finestre, protette da grate metalliche fisse, erano una condanna. Ogni secondo contava.
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Le rassicurazioni dei due agenti
I due agenti hanno subito chiesto rinforzi: Vigili del Fuoco, sanitari del 118. Ma l’attesa non poteva essere passiva. Senza esitazione, si sono immersi fino al bacino nell’acqua gelida, restando accanto alle ragazze.
Hanno parlato con loro, le hanno guardate negli occhi, cercando di tenere lontano il panico, di trasformare quei minuti interminabili in qualcosa di sopportabile. Una presenza, prima ancora che un intervento.
Fuori continuava a piovere. Dentro, l’acqua non smetteva di salire.
Quando i Vigili del Fuoco sono arrivati, il tempo era ormai ridotto all’osso. Le grate metalliche sono state tagliate, creando un varco di emergenza.
Le due studentesse sono state estratte e affidate ai sanitari, trasferite in ospedale. Pochi istanti dopo, il solaio del seminterrato ha ceduto. Un dettaglio che, raccontato a posteriori, fa venire i brividi.
L’incontro con i poliziotti
Una tragedia sfiorata, per una manciata di minuti. Per una chiamata fatta in tempo. Per due agenti che hanno scelto di restare, di non arretrare.
Qualche giorno dopo, quando la paura aveva lasciato spazio alla gratitudine, le due Martine sono tornate al IX Distretto Esposizione.
Volevano ringraziare Giuseppe e Carlo. Stringere loro la mano. Dare un volto e una voce a quel sangue freddo che, in una notte di pioggia battente, ha trasformato una richiesta di aiuto in una storia a lieto fine.
Una di quelle che ricordano, silenziosamente, cosa significa esserci.
























