Un dolore che ha attraversato la città e l’intero territorio, lasciando sgomenti familiari, compagni di scuola, amici e il mondo dello sport giovanile che lo aveva accolto e visto crescere.
Il malore a scuola
Cristian, residente ad Anzio, si era sentito male il giorno del rientro a scuola dopo le vacanze di Natale. Fino a poche ore prima stava bene.
In tarda mattinata le insegnanti avevano contattato la famiglia segnalando un forte mal di testa.
Un malessere inizialmente interpretato come influenzale, ma che nel corso del pomeriggio si è trasformato rapidamente in qualcosa di molto più grave.
Il dolore è aumentato in modo improvviso e violento, le condizioni sono peggiorate e si è resa necessaria una corsa contro il tempo: l’intervento dell’ambulanza, il trasferimento urgente a Roma, il ricovero all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.
Le cause della morte
Nella notte tra il 7 e l’8 gennaio il cuore di Cristian ha smesso di battere. Secondo una prima ricostruzione, la causa del decesso sarebbe riconducibile a una grave emorragia cerebrale o a un aneurisma, eventi rari ma spesso fatali anche in età giovanissima.
Saranno ora gli accertamenti medici a chiarire con precisione cosa sia accaduto.
La notizia della sua morte si è diffusa rapidamente ed è stata comunicata anche dalla Grifone Soccer di Nettuno, la scuola calcio in cui Cristian giocava.
La società ha deciso di sospendere tutte le attività in segno di lutto, mentre numerosi club sportivi del territorio hanno affidato ai social messaggi di cordoglio e vicinanza alla famiglia.
Cristian era ricordato da tutti come un ragazzo solare, educato, capace di farsi voler bene.
Chi era Cristian Cirolla
«Era un ragazzo positivo, con un grande spirito di squadra», racconta il suo allenatore Luciano Bottoni.
«Si era inserito subito nel gruppo, dava tutto in campo. Ricordo la sua gioia dopo una vittoria importante e quando mi disse che lo avevano premiato come miglior difensore del torneo».
Parole che restituiscono l’immagine di un ragazzo pieno di entusiasmo, con la passione per il calcio e una normalità spezzata troppo presto.
Nel pomeriggio, durante i funerali, il silenzio della basilica è stato rotto solo dal pianto e dagli abbracci.
Tanti i giovani presenti, molti con le sciarpe delle squadre, a testimoniare quanto profondo sia stato il vuoto lasciato dalla scomparsa di Cristian.
Una tragedia che ha colpito una famiglia e un’intera comunità, un dolore che resta sospeso tra incredulità e sgomento.
























