Il GIP, Giudice per le Indagini Preliminari, Silvia Artuso ha infatti archiviato il procedimento a carico dell’amministratore della pagina Facebook “Disservizi ambienti e rifiuti comune di Ardea”. L’uomo era indagato per diffamazione a mezzo stampa nei confronti del RUP (il Responsabile Unico del Procedimento) del servizio integrato di igiene urbana del Comune di Ardea.
Il GIP ha così accolto la richiesta di archiviazione presentata dal Pubblico Ministero.
La querela per i post ritenuti diffamatori
La vicenda risale al 4 settembre 2024, quando la persona offesa aveva depositato querela. Nella querela lamentava che, attraverso la pagina social di cui era amministratore, l’indagato avrebbe diffamato e offeso la sua persona. A prova di ciò allegava una serie di frasi pubblicate online sulla pagina Facebook in questione.
Nel corso delle indagini, l’indagato era stato “ascoltato a SIT”, ovvero ascoltato per rendere Sommarie Informazioni Testimoniali sulla vicenda. In quel contesto aveva confermato di essere l’amministratore della pagina, e successivamente identificato con nomina del difensore.
Condanna respinta ma affermazioni “stigmatizzate”
In precedenza il GIP aveva già rigettato una richiesta di decreto penale di condanna. Il Giudice per le Indagini preliminari infatti aveva sottolineato come il compendio probatorio non consentisse di accertare con certezza la responsabilità penale dell’indagato, pur stigmatizzando le critiche mosse alla persona offesa.
La persona offesa aveva successivamente impugnato la querela chiedendo di ampliare le indagini a episodi mai denunciati prima, riferiti a presunti atti persecutori e a un episodio di lesioni personali del 26 settembre 2023.
In quella circostanza, la difesa dell’indagato aveva depositato a propria volta querela corredata da certificazione medica.
La decisione del giudice
Il Giudice ha rilevato che le ulteriori indagini richieste non avrebbero potuto modificare il quadro probatorio relativo al reato contestato, ovvero la diffamazione. Ha inoltre giudicato le espressioni pubblicate dall’indagato legittima manifestazione del diritto di critica e nei limiti della continenza formale.
Alla luce di ciò, ha accolto la richiesta di archiviazione del Pubblico Ministero a cui ha restituito gli atti, con possibilità per le parti di ottenere copia del provvedimento.
Leggi anche: Critica sui social il Comune di Ardea ma… viene beccato a scaricare rifiuti in strada




















