La Regione Lazio ha stanziato 347.850 euro per il consolidamento strutturale della storica Torre di Tor Caldara, simbolo dell’area protetta e attualmente in avanzato stato di degrado.
La Torre presenta infiltrazioni, problemi strutturali e condizioni di degrado che ne mettono a rischio stabilità e fruibilità.
La misura è frutto di un emendamento presentato dalla consigliera regionale Alessandra Zeppieri (PP) insieme al collega Adriano Zuccalà (M5S).
«Era necessario intervenire con urgenza. Con questo intervento – dichiarano i due esponenti politici – diamo finalmente una risposta a una criticità che da troppo tempo riguardava uno dei luoghi più importanti e identitari della Riserva».
I lavori sulla Torre di Tor Caldara
Il finanziamento permetterà di avviare il primo lotto di lavori di consolidamento della Torre e di intervenire sulla vegetazione e sugli habitat naturali circostanti, migliorando sicurezza e accessibilità per cittadini e visitatori.
Zeppieri e Zuccalà dichiarano:
«È una vittoria importante per questo territorio che sta faticosamente rialzandosi dopo il commissariamento per mafia. La cura del patrimonio storico e ambientale è un tassello fondamentale per il rilancio della comunità».
La torre e la riserva naturale di Tor Caldara
Come le altre torri costiere della marina laziale, la torre (nota anche come Torre delle Caldane) è stata eretta intorno alla metà del Cinquecento; tuttavia sembra che sia stata costruita prima delle altre per difendere le miniere retrostanti per estrarre lo zolfo.
La torre è a pianta circolare, inizialmente più alta dell’attuale, a causa dei danni subiti dalle varie vicende storiche.
La Riserva naturale di Tor Caldara, istituita nel 1988, è storicamente sotto la gestione del Comune di Anzio. Tuttavia, una legge regionale del 2022 ha stabilito che le aree protette di minore estensione possano essere integrate nella gestione di enti più ampi, al fine di ottimizzare risorse e competenze.
Nel 2024 un tavolo tecnico della Regione ha definito le modalità operative per il passaggio gestionale di Tor Caldara dal Parco dei Castelli Romani, e a inizio 2025 la Regione ha formalizzato il trasferimento di beni, rapporti giuridici e personale, inclusi i guardiaparco, al Parco dei Castelli Romani.
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