Il Comune di Velletri ha già messo sul tavolo l’arma più pesante: diffida, messa in mora e preavviso di poteri sostitutivi contro ditta e validatore, con la scadenza fissata al 19 gennaio.
E sullo sfondo c’è la domanda che nessuno vuole sentirsi fare: Velletri rischia davvero di perdere i fondi europei?
Mercatora riparte, Sole Luna frena: il doppio volto del PNRR in città
A Velletri queste ore raccontano una scena quasi cinematografica.
Da una parte l’annuncio “positivo” dell’avvio del cantiere mensa a Mercatora, accolto come una promessa mantenuta e una risposta concreta alle famiglie.
Dall’altra, però, la crepa che si allarga sul progetto “Sole Luna”, dove la macchina rischia di bloccarsi prima ancora di entrare davvero in corsa.
E quando si parla di fondi pubblici, ogni freno è un segnale d’allarme: perché le scadenze non aspettano nessuno, e la politica non può permettersi di arrivare tardi.
Il decreto-ultimatum: “entro due date o ci pensiamo noi”
Il punto di svolta ha una data precisa: 13 gennaio 2026. Con un decreto commissariale, il Sindaco-Commissario straordinario Ascanio Cascella ha formalizzato un atto di rottura che pesa come un macigno: diffida e messa in mora nei confronti dell’impresa aggiudicataria S..D.. A. Srl e del soggetto validatore G. Srl.
Il cronometro, qui, non è un modo di dire: la validazione conclusiva va fatta entro le ore 15:00 del 19 gennaio. Un termine secco, perentorio, che suona come una prova di forza istituzionale.
Il rischio vero: la corsa contro le scadenze (e contro la perdita dei fondi)
È qui che la vicenda smette di essere “solo tecnica” e diventa profondamente politica. Perché l’intervento non è un’opera qualsiasi: è un tassello di un piano nazionale che pretende risultati e tempi certi.
In questo contesto, i ritardi non sono più scivoloni recuperabili con una riunione operativa: sono crepe strutturali che possono aprire il baratro.
La sensazione, in città, è che si sia entrati nella fase più delicata: quella in cui ogni giorno perso pesa come una settimana, e ogni firma mancata può diventare un problema pubblico.
Specie dopo la vicenda della scuola De Rossi trasferita in fretta e furia al Ciambellone l’estate scorsa, a pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico.
Come si è arrivati allo strappo: proroghe, richieste e integrazioni mai depositate
Il decreto ricostruisce un percorso che, letto oggi, suona come una lenta salita verso l’emergenza.
L’appalto integrato per “Sole Luna” è stato affidato nel maggio 2025 alla ditta incaricata, mentre la verifica di validazione è stata assegnata a un soggetto tecnico esterno.
Da lì in avanti sono iniziati passaggi e proroghe: una richiesta di estensione dei tempi, concessa fino al 5 agosto 2025, poi la consegna del progetto esecutivo a settembre.
Ma il validatore ha chiesto integrazioni “a più riprese”. E alla fine il nodo si è stretto: le integrazioni risultanavano ancora assenti quando il Comune ha deciso di alzare la voce.
Il finale è ancora aperto: Velletri riuscirà a salvare “Sole Luna” in tempo?
Il progetto delle mense non è solo un capitolo edilizio: è una promessa sociale. Significa tempo pieno più solido, servizi migliori, una scuola più attrezzata per rispondere alle esigenze delle famiglie e del territorio.
E proprio per questo, il possibile stallo rischia di diventare un caso politico.
Oggi la partita si gioca su un equilibrio fragile: da un lato il segnale positivo di Mercatora che parte, dall’altro l’ombra lunga di “Sole Luna” che potrebbe trasformarsi in un fronte di scontro amministrativo.
La domanda, adesso, è inevitabile: Velletri riuscirà a stringere i tempi e blindare l’intervento prima che il treno passi definitivamente?
Le prossime ore, più che i prossimi mesi, diranno se siamo davanti a un salvataggio in extremis o all’inizio di una resa dei conti.





















