Le recenti mareggiate hanno accelerato il processo di insabbiamento, riportando la foce in una condizione di quasi totale ostruzione e vanificando, di fatto, gli interventi effettuati nel corso del 2025.
Di fronte a uno scenario che rischia di compromettere l’equilibrio ambientale del lago e delle aree protette circostanti, il Comune ha chiesto la convocazione di una riunione urgente con tutti gli enti competenti per individuare soluzioni strutturali e definitive.
L’allarme
A lanciare l’allarme è l’assessore al Turismo, Marina e Demanio marittimo del Comune di Latina, Gianluca Di Cocco, che in una nota ufficiale annuncia l’iniziativa istituzionale e chiarisce la portata del problema.
«In qualità di assessore al Turismo e al Demanio marittimo, ho formalmente richiesto la convocazione di una riunione urgente sulla grave situazione di insabbiamento della foce del Duca, il canale che collega il mare al lago di Fogliano nel Comune di Latina», spiega Di Cocco, sottolineando come la criticità attuale ricalchi fedelmente quella già registrata lo scorso anno.
Secondo l’assessore, l’intervento realizzato nel 2025 non ha avuto gli effetti sperati:
«La barra sabbiosa si è nuovamente riformata, riportando il sistema in una condizione di quasi totale ostruzione. Questo comporta uno scambio idrico compromesso, acque stagnanti, ridotta ossigenazione e un’alterazione dell’equilibrio salino del lago».
Uno scenario che, con l’avvicinarsi dell’estate, potrebbe rapidamente degenerare. «Il rischio di eutrofizzazione, ipossia e morie ittiche diventa concreto,» avverte Di Cocco, «con conseguenze gravi per l’ecosistema del lago di Fogliano e per le aree tutelate del Parco nazionale del Circeo».
“Bisogna cambiare strategia”
Da qui la necessità di cambiare approccio. «Il lago di Fogliano non è solo un patrimonio ambientale, ma anche un asset strategico per il turismo sostenibile e per l’immagine del nostro territorio», rimarca l’assessore.
«Continuare con interventi tampone significa sprecare risorse pubbliche e rinviare un problema che richiede invece programmazione, coordinamento e assunzione di responsabilità».
Per questo il Comune ha chiamato al tavolo tutti i soggetti istituzionalmente coinvolti: dal Reparto Carabinieri Biodiversità Fogliano–Latina alla Regione Lazio, dall’Ente Parco nazionale del Circeo all’Ufficio circondariale marittimo di Terracina, fino agli uffici ambientali di Palazzo Municipale.
«L’obiettivo è superare l’emergenza e definire soluzioni strutturali e durature in grado di garantire la funzionalità della foce, la tutela ambientale e la valorizzazione del territorio», conclude Di Cocco.
«La difesa dell’ambiente e del demanio marittimo è una responsabilità politica precisa: come Amministrazione abbiamo il dovere di intervenire ora, non di rincorrere le emergenze».
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