Il grido d’allarme arriva direttamente negli uffici della Regione. Il Comune di Sabaudia ha depositato una memoria carica di preoccupazione e osservazioni tecniche nell’ambito della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale per le nuove opere di difesa costiera previste a Latina, in località Foce Verde e Capo Portiere, che potrebbero compromettere la spiaggia di Sabaudia.
Il timore, messo nero su bianco dall’amministrazione guidata dal sindaco Alberto Mosca, è che le barriere rigide progettate per “salvare” le spiagge di Latina si trasformino in una condanna per il fragile ecosistema di Sabaudia, innescando un “effetto domino” erosivo capace di divorare chilometri di duna costiera.
L’effetto “Sottoflutto”: se Latina si difende, Sabaudia arretra
Il nodo della contesa riguarda la dinamica dei sedimenti lungo la sub-unità fisiografica Capo D’Anzio-Circeo 3.
Secondo il documento inviato dal Comune di Sabaudia, l’esperienza storica insegna che gli interventi rigidi (pennelli e scogliere) risolvono spesso il problema locale ma lo trasferiscono immediatamente nell’area “sottoflutto”, ovvero verso sud-est.
«L’erosione viene immediatamente trasferita all’area sottoflutto dell’opera, spesso in modo amplificato», si legge nella nota tecnica.
Il rischio concreto è che la duna costiera, che costituisce la sponda marina del Lago di Fogliano e ospita habitat protetti dall’Unione Europea, possa subire un’accelerazione del degrado a causa del mancato apporto di sabbia bloccata dalle nuove infrastrutture.
I numeri del deficit: manca la sabbia tra Torre Astura e il Circeo
Il quadro tracciato è quello di un litorale già in “estrema sofferenza”.
Il sistema Torre Astura-Circeo soffre di un deficit cronico stimato in circa 42.000~mc/anno di sedimenti. Le opere previste potrebbero sottrarre ulteriori 8.000~mc/anno alla dinamica naturale, portando il fabbisogno complessivo per mantenere l’equilibrio a oltre 33.000 metri cubi ogni dodici mesi.
Il Comune di Sabaudia contesta inoltre l’analisi dello Studio di Impatto Ambientale presentato dalla Regione Lazio, definendolo “ottimistico” e basato su comparazioni progettuali non del tutto attendibili.
In particolare, si lamenta l’assenza di un piano di ripascimento massivo che compensi realmente la sabbia che le correnti non riusciranno più a trasportare verso le spiagge di Sabaudia.
Le richieste del Comune: «Più monitoraggio e compensazioni»
Non si tratta di un “no” pregiudiziale, ma di una richiesta di massima prudenza.
Il Comune di Sabaudia, attraverso l’assessore all’Urbanistica Vittorio Tomassetti, chiede integrazioni urgenti:
- Ampliamento del monitoraggio: i controlli non devono fermarsi ai confini amministrativi di Latina, ma arrivare fino alla foce del canale della Bufalara, l’area più critica per la duna del Parco;
- Certezze sui ripascimenti: una quantificazione precisa dei sedimenti da iniettare nel sistema come compensazione per gli effetti erosivi indotti dalle opere.
- Analisi dei costi: la definizione dei costi economici per queste attività, che non possono ricadere sulla collettività o sull’ambiente in caso di danni futuri.
La parola passa ora alla Direzione Regionale Ambiente della Regione Lazio.
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