A sollevare il caso è Andrea Ragusa, attivista del Movimento 5 Stelle di Aprilia, che nei giorni scorsi ha effettuato un sopralluogo lungo la pista ciclabile in costruzione tra via Marsica e via Caltanissetta, evidenziando una serie di criticità tecniche e progettuali.
Pista ciclabile di Via Caltanissetta ad Aprilia: ritardo di un anno
Secondo quanto rilevato, il cantiere risulterebbe ancora lontano dalla conclusione, nonostante il cartello indichi come termine dei lavori il 30 marzo 2025.
Ma è soprattutto la modalità di realizzazione dell’opera a destare perplessità.
La pista è stata tracciata su un ampio marciapiede in masselli autobloccanti, successivamente ricoperti da uno strato impermeabilizzante grigio e verniciati di rosso, soluzione che – secondo Ragusa – comprometterebbe la funzione drenante della pavimentazione.
«La scelta di utilizzare un marciapiede largo è condivisibile, perché evita di restringere la carreggiata e di aggravare il traffico – spiega Ragusa – ma il problema è come si sta procedendo nella realizzazione concreta dell’opera».
Le pozzanghere lungo il tracciato della ciclabile
L’attivista segnala la formazione di pozzanghere lungo il tracciato, attribuendole all’impermeabilizzazione della superficie che impedirebbe all’acqua di defluire attraverso le fughe drenanti.
«Questo lascia presumere un difetto di progettazione o, quantomeno, una valutazione insufficiente del drenaggio superficiale», osserva.
Nel mirino anche il rispetto delle norme tecniche. Ragusa richiama il decreto ministeriale 557 del 1999, che impone la massima regolarità delle superfici per garantire la sicurezza del transito.
«Un ristagno d’acqua interrompe questa regolarità e compromette la sicurezza, soprattutto per gli utenti più vulnerabili», sottolinea, ricordando come i manuali di progettazione indichino una pendenza laterale del 2% per evitare allagamenti.
Il tombino coperto e la vernice già deteriorata
Tra le criticità segnalate anche la copertura di un tombino dei servizi, ora non più individuabile, e la scarsa durabilità della verniciatura, che risulterebbe già deteriorata nonostante i lavori non siano ancora conclusi.
«In caso di interventi di manutenzione – avverte – si sarebbe costretti a rompere la pista, con un danno evidente sia estetico che funzionale».
Infine, Ragusa punta l’attenzione sui bordi in travertino delle rampe, in particolare all’incrocio con via Caltanissetta.
«Presentano spigoli vivi pericolosi: andavano smussati per ridurre il rischio di urti e cadute, come avviene in altri contesti urbani».
Un quadro che, secondo l’attivista di Aprilia, confermerebbe «una realizzazione discutibile delle piste ciclabili, frutto di progetti approvati forse troppo frettolosamente».























