Il Ministero della Cultura ha infatti selezionato le dieci città finaliste tra le 23 candidate ammesse alla competizione nazionale, lasciando fuori il progetto unitario presentato dai due Comuni del litorale sud romano, intitolato “Dal mito di Enea alle città di fondazione”.
In palio c’era un finanziamento da un milione di euro, destinato a sostenere programmi e attività culturali di ampio respiro.
La selezione della giuria: Pomezia e Ardea escluse
La decisione è arrivata al termine dei lavori della Giuria per la selezione della Capitale italiana della cultura 2028.
La commissione ha operato con una selezione severa, che ha premiato dieci dossier ritenuti più solidi e competitivi.
Tra i progetti finalisti emerge Anagni, che punta sul suo ruolo di cerniera storica del Lazio con “Hernica Saxa. Dove la storia lega, la cultura unisce”, mentre Ancona propone una riflessione sul presente e sull’identità urbana con “Ancona. Questo adesso”.
Catania scommette sulla continuità e sulla forza della sua tradizione mediterranea con “Catania continua”, affiancata da Colle di Val d’Elsa, che immagina una cultura diffusa e inclusiva nel progetto “Colle28. Per tutti, dappertutto”.
C’è poi Forlì, che mette al centro il paesaggio e l’estetica dei territori con “I sentieri della bellezza”, e Gravina in Puglia, che guarda avanti partendo dalle proprie origini con “Radici al futuro”.
Massa intreccia mare, montagne e storia in “La Luna, la pietra. Dove Tirreno e Apuane incontrano la storia”, mentre Mirabella Eclano riscopre il valore simbolico e culturale dell’antica via consolare con “L’Appia dei popoli”.
Sarzana si racconta come crocevia dinamico di idee e relazioni nel progetto “L’impavida. Sarzana crocevia del futuro”, e Tarquinia punta sulla forza evocativa del suo patrimonio etrusco con “La cultura è volo”.
Le audizioni pubbliche
Le città selezionate saranno ora convocate per le audizioni pubbliche, in programma giovedì 26 e venerdì 27 febbraio 2026 presso la Sala Spadolini del Ministero della Cultura.
Ogni candidata avrà a disposizione sessanta minuti: mezz’ora per presentare il proprio progetto e altrettanto per rispondere alle domande della Giuria. Le audizioni, come previsto dal bando, saranno trasmesse in diretta streaming sul canale YouTube del Ministero.
Su cosa puntavano Pomezia e Ardea
Resta invece fuori dalla fase finale il progetto condiviso di Pomezia e Ardea, che si inseriva in un panorama competitivo nel quale ogni candidatura mirava a valorizzare il patrimonio artistico e storico locale, rafforzando l’identità culturale e la partecipazione civica.
La proposta dei due Comuni era costruita attorno a un forte impianto mitologico e storico, con il mito di Enea come filo conduttore.

Secondo la tradizione, l’eroe troiano sarebbe approdato sulle coste del Lazio nell’antica Lavinium, collocata in parte nell’attuale territorio di Pomezia.
Ad Ardea, invece, Enea è legato a una leggenda narrata da Ovidio nelle Metamorfosi: dopo la distruzione della città rutula e la vittoria su Turno, un airone si sarebbe levato dalle ceneri dell’abitato in fiamme, dando origine al nome stesso della città, Ardea, appunto “airone” in latino.
Un racconto potente, che ambiva a trasformare storia e mito in una leva di crescita culturale, sociale ed economica per il territorio. Non è bastato per superare il vaglio finale.






















