A contendere la nomina infatti, c’erano stati altri colleghi che man mano si erano però dovuti defilare, viste soprattutto le credenziali che vantava Capasso, attualmente a capo della Procura di Tempio Pausania.
Alla fine la nomina per il Capo della Procura di Latina era diventata un confronto diretto tra Gregorio Capasso e il suo collega Gianfranco Novelli, che attualmente riveste la carica di Procuratore aggiunto a Catanzaro.
Il CSM, Consiglio Superiore della Magistratura, ha deciso infine di premiare Capasso, sicuramente visti i notevoli meriti di una lunga e importante carriera.
Ritorno a Latina per Capasso
Capasso è nato a Napoli, ma originario della provincia di Latina, Aprilia nello specifico. Dopo una carriera che lo aveva portato in giro per varie procure d’Italia era entrato nella squadra dei Sostituti Procuratori di Via Ezio.
A Latina era rimasto fino al 2018, quando si era trasferito in Sardegna per guidare i magistrati di Tempio Pausania.
In questi anni Capasso è riuscito a rimettere in sesto una Procura che era davvero in condizioni difficili al suo arrivo, in un territorio, quello della Costa Smeralda, dove si intrecciano enormi interessi economici e sociali.
Alla ribalta nazionale ci è finito, suo malgrado, per il processo al figlio di Beppe Grillo. Un processo conclusosi a settembre scorso che lo ha anche visto indossare nuovamente la toga in aula e che ha portato alla condanna in primo grado di tutti e quattro gli imputati.
I ‘successi’ professionali, da Crotone a Latina
Ma Capasso si era già distinto in importanti processi. Giovanissimo era approdato alla Procura di Crotone, in prima linea in una delle più ‘difficili’ Procure in Italia.
Scrisse proprio il CSM rispetto al suo operato in Calabria:
“…mosso da una forte spinta alla ricerca della verità senza condizionamenti e senza preoccupazioni per la propria incolumità…”.
Fece parte anche di un pool dei 6 magistrati impegnati nella importantissima indagine sulla “massoneria deviata“.
Dal 14 giugno 1994 ha ricoperto l’incarico di Sostituto Procuratore alla Procura di Latina, dove per circa 24 anni è stato protagonista di indagini di grande rilievo.
Il suo nome è legato a casi che hanno segnato la cronaca giudiziaria del territorio, a partire dal noto e cruento omicidio dei “fidanzatini di Cori”, risolto con una serrata attività investigativa concentrata soprattutto nelle prime 24 ore e conclusa con la condanna dell’assassino.
Nel corso degli anni si è occupato anche di numerosi procedimenti per reati contro la pubblica amministrazione, tra cui l’inchiesta sulla “Variante Malvaso”, che coinvolse il mondo dei politici di Latina.
Si è distinto anche per la cura di indagini su reati contro la famiglia, la prostituzione e le violazioni della normativa sull’immigrazione.
A Latina il suo nome resta inoltre strettamente connesso al processo durato due anni contro i vertici dello stabilimento Goodyear di Cisterna, un procedimento complesso con oltre 100 parti offese, circa 30.000 documenti acquisiti e 58 udienze, che ha richiesto approfonditi studi in materie come chimica, epidemiologia, medicina legale, oncologia e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Nel 2017 è stato eletto anche nella giunta distrettuale dell’Associazione Nazionale Magistrati.
La conoscenza del territorio
Il CSM ha avuto già modo di tessere gli elogi di questo magistrato che ha davvero onorato la toga, scrivendo in precedenza di Capasso:
“Si è distinto per preparazione, aggiornamento, dedizione, puntualità ed assiduità. Dimostra notevole capacità nella conduzione delle indagini anche in procedimenti particolarmente delicati, nel cui ambito coordina egregiamente le forze di polizia, di cui sollecita la specializzazione e cui fornisce puntuali protocolli di indagine, nonché nella conduzione di dibattimenti in cui sostiene egregiamente l’accusa ottenendo importanti condanne”.
Ora a Latina il neo Procuratore Capo potrà contare su alcuni sostituti procuratori di grande esperienza con cui ha già collaborato e soprattutto sul vantaggio di conoscere bene il territorio e tutti i suoi principali ‘attori’.
Ed è proprio da questa conoscenza del territorio e delle relative dinamiche economiche e sociali, che Latina potrebbe avere benefici.
Perché quando una Procura funziona bene, se ne avvantaggiano tutti i settori, sia economici che civili, messi negli ultimi anni a dura prova dalle infiltrazioni delle grandi organizzazioni criminali che si sono ‘alleate’ con la criminalità locale per cercare di tenere sotto scacco il territorio pontino.
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