In pratica, le decisioni centrali della Giunta sono finite sub judice.
Il ricorso colpisce 8 delibere fondamentali
Il ricorso, in particolare, mira alle delibere del Consiglio comunale del 15 ottobre 2025 (numeri 72, 73, 75 e 76), con cui l’aula ha proceduto a una “convalida” di provvedimenti precedenti di Giunta:
“nonché l’annullamento di tutti gli atti ad esse connesse e consequenziali: deliberazione del Consiglio Comunale di Ciampino dell’11 settembre 2025 numeri 63, 64, 66, 67”.
relative alle ultime correzioni della maggioranza in materia di Bilancio e opere pubbliche per il triennio 2025-2027.
Tradotto: non un dettaglio di stile, ma vari passaggi che per l’amministrazione sono fondamentali per tenere in piedi l’ordinario funzionamento dell’ente.
Gli atti finiti al TAR riguardano il modo in cui il Comune di Ciampino ha spostato e rimodulato i soldi del bilancio nel 2025 e quali interventi ha scelto di portare avanti.
In concreto, parliamo di:
- variazioni al bilancio 2025-2027: modifiche “in corsa” alle previsioni di spesa e incasso, per finanziare nuove esigenze o coprire urgenze.
- ratifiche di decisioni prese dalla Giunta: il Consiglio comunale ha confermato scelte già adottate in via d’urgenza dall’esecutivo.
- aggiornamento del piano delle opere pubbliche: l’elenco dei lavori e degli investimenti previsti (e le relative priorità) per il triennio, con attenzione all’annualità 2025.
In sintesi: non si discute un dettaglio burocratico, ma le scelte politiche di spesa e programmazione che incidono su servizi, cantieri e priorità della città per un intero triennio.
La nomina degli avvocati
In questo quadro, la nomina dei due avvocati esterni – Pasquale Di Rienzo ed Elena Stella Richter – è poco più di un passaggio obbligato.
Il Comune di Ciampino riconosce innanzitutto
“la mancanza di professionalità tecniche all’interno dell’Ente in grado di svolgere l’incarico.”
Pertanto si costituisce individuando difensori specializzati e mette a bilancio la spesa (circa 6.566 euro, suddivisi). Comunque:
“la presenza di due difensori non comporta un aggravio di spese, posto che il compenso verrà suddiviso in parti uguali tra gli avvocati incaricati”.
La cifra stanziata viene infatti suddivisa in due compensi di € 3.283,02 ciascuno, comprensivi di tutte le spese generali collegate.
La notizia, comunque, non è “chi” difende il Comune, la notizia è perché il Comune deve difendersi.
E la risposta è tutta politica: perché un consigliere comunale ha deciso di portare davanti ai giudici il cuore delle scelte economico-amministrative della Giunta Colella.
Il 5Stelle Mauro Del Tutto, del resto, non è nuovo ad azioni legali di questo tipo. Già a novembre dello scorso anno aveva portato davanti ai giudici un altro problema amministrativo: si trattava della convocazione di un Consiglio comunale straordinario. E il TAr del Lazio gli aveva dato ragione, condannado anche il Comune di Ciampino a pagare le spese legali.
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Stavolta l’amministrazione Colella sarà chiamata a dimostrare che la sua rotta è legittima, coerente e – soprattutto – convincente per la città.
Urgenze, ratifiche e convalide: la miccia che accende lo scontro
La partita nasce su delibere approvate tra luglio e settembre 2025: manovre di bilancio in urgenza, ratifiche, aggiustamenti e un aggiornamento del piano lavori.
Materiale “esplosivo”, perché su questi snodi si misura la credibilità di una maggioranza: se governi, devi dimostrare che la regia è solida, che i passaggi sono blindati, che ogni euro ha una destinazione difendibile anche fuori dall’aula.
Qui, invece, la contesa arriva davanti ai giudici amministrativi e alza la posta: non è una polemica da social, è una contestazione che chiede persino la sospensione degli effetti.
Un lavoro su tre anni tutto da rifare sarebbe davvero un grave problema dalle conseguenze politiche e amministrative imprevedibili.
La maggioranza si muove, il TAR incombe
Questo contenzioso, inoltre, cade in un momento delicato per gli equilibri di governo cittadino.
La scena politica locale si muove: il tema centrale a Ciampino è quello di un rafforzamento della maggioranza con l’ingresso di Italia Viva e nuove geometrie interne. Un segnale che conferma come ogni amministrazione, a metà mandato, cerchi stabilità con nuove sponde per reggere l’urto dei passaggi più controversi.
In parallelo, però, ora arriva il TAR: e il messaggio è potente. Perché se i giudici entrano nella storia, la politica non può più limitarsi agli slogan o agli accordi. L’amministrazione deve difendere davanti ai giudici numeri, atti, tempi, ogni singola scelta operata.





















