Il Comune di Latina ha presentato domanda di finanziamento nell’ambito del bando “Lazio Sentinel 2030” (possono fare domanda solo i Comuni capoluogo) per l’installazione di circa 200 nuove telecamere, un progetto ambizioso che mira a colmare un ritardo strutturale.
Allo stato attuale gli impianti sono una cinquantina: 32 sono già attivi, mentre altri 20 sono in fase di montaggio.
Un numero ancora insufficiente per una città estesa e articolata come il capoluogo pontino, attraversato da importanti arterie di traffico e caratterizzato da una forte frammentazione tra centro, quartieri, borghi e marina.
Dove sono attualmente le telecamere a Latina
Le telecamere oggi operative sono concentrate soprattutto nei punti nevralgici del centro e nei principali accessi urbani.
Gli occhi elettronici vigilano su assi strategici come via Epitaffio, via Ezio, via Quarto e via Isonzo, oltre a piazze simbolo come piazza della Libertà, piazza San Marco e piazza Santa Maria Goretti. Si prediligono, in pratica, i punti dove c’è presenza di attività commerciali, fermate del trasporto pubblico ed edifici religiosi che rendono costante il flusso di persone.
Una copertura particolare riguarda anche l’area delle Autolinee, i parcheggi di scambio e alcune rotatorie ad alta intensità di traffico, come quelle del Piccarello e di Borgo Piave.
Non mancano presìdi nelle periferie e nei borghi – da Borgo Sabotino a Borgo Podgora, da Borgo Faiti a Borgo Grappa – così come lungo il litorale, tra Rio Martino e Fogliano, e a Latina Scalo, in prossimità della stazione ferroviaria.
Dove le stanno montando
Accanto alle telecamere già attive, il Comune di Latina sta completando l’installazione di una ventina di nuovi dispositivi, soprattutto nel cuore della città.
I lavori in corso interessano piazza del Popolo, piazza del Quadrato, viale Farini e l’area del parco San Pertini, oltre a una fitta rete di incroci nel quadrante nord-ovest, tra via Emanuele Filiberto, via Corridoni, viale XVIII Dicembre e le strade limitrofe.
Si tratta di punti sensibili sia per la circolazione stradale sia per la prevenzione dei reati predatori, spesso dotati di telecamere “dome” ad alta definizione e, in alcuni casi, di sistemi per la lettura delle targhe.
Dove saranno (se la Regione Lazio pagherà)
Il vero salto di qualità, però, è affidato al piano di espansione inserito nella richiesta di finanziamento collegata all’iniziativa regionale “Lazio Sentinel 2030”.
La mappa disegnata dagli uffici comunali prevede una copertura capillare di tutta la città.
I nuovi impianti sono previsti:
- lungo le grandi direttrici di ingresso e uscita, come la Pontina, la via del Lido, la Migliara 45 e la Statale 7 Appia;
- un rafforzamento deciso nel centro storico, da corso della Repubblica a corso Matteotti, passando per piazza San Marco e piazza del Popolo;
- una presenza diffusa nei quartieri residenziali e nelle aree scolastiche, nei parchi urbani, nelle piste ciclabili e nei pressi degli impianti sportivi.
Particolare attenzione è riservata alle zone considerate più vulnerabili sotto il profilo della sicurezza e della viabilità: incroci con alta incidentalità secondo il Pums, aree già interessate da eventi criminosi, nodi di scambio del trasporto pubblico e parcheggi di grandi dimensioni.
Il progetto include anche la marina di Latina, con un’estensione lungo tutto il litorale, dalle piazzole centrali alle aree periferiche, e un potenziamento significativo a Latina Scalo e nei borghi rurali, spesso penalizzati dalla distanza dal centro e dalla complessità della competenza viaria, condivisa tra Comune, Provincia e altri enti.
Una rete necessaria
Se il finanziamento dovesse arrivare, Latina potrebbe finalmente dotarsi di una rete di videosorveglianza capillare, moderna e integrata, capace non solo di supportare le forze dell’ordine nelle attività di prevenzione e indagine, ma anche di migliorare il controllo del traffico e la sicurezza stradale.
Per ora, però, la città resta sorvegliata da pochi occhi elettronici, in attesa che il progetto sulla carta diventi realtà.
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