Diritti, femminismo, spiritualità sono alcuni dei temi che hanno ispirato le street artist Kelly Reis, Katia Lombardo, Simone Siss, Sé Cordeiro e Mag Magrela. Durante la residenza, conclusasi a dicembre, le artiste hanno interagito attivamente con la comunità locale, tenuto workshop e realizzato sette nuove opere murarie diffuse nel quartiere.

Il coinvolgimento delle persone che vivono e frequentano quotidianamente il Pigneto è stato il cuore del progetto, non a caso intitolato Na Rua, letteralmente “In strada”.
Alcuni murales sono stati realizzati con il contributo diretto degli abitanti e grazie alla disponibilità di attività commerciali del quartiere che hanno messo a disposizione muri e serrande.
I nuovi murales al Pigneto: quali sono e dove trovarli
Le opere sono dislocate in diversi punti del quartiere e trasformano spazi di passaggio in luoghi di racconto e incontro.
Le due sirene di Mag Magrela

L’opera raffigura una sirena ed è realizzata su un cancello all’incrocio tra via Fanfulla da Lodi e via Braccio da Montone. Lo stile di Mag Magrela è immediatamente riconoscibile: figure femminili, sirene e un legame profondo con la natura, elemento ricorrente nella sua ricerca artistica.
All’interno della guest house artistica Fanfullart, che ha ospitato le artiste per un mese, è possibile trovare una seconda sirena di Mag Magrela, realizzata insieme ai partecipanti di uno dei workshop organizzati con le artiste.

Fanfullart si trova in Via Fanfulla da Lodi 60 ed è aperto al pubblico in occasione di eventi e mostre.
“Auguri e figlie femmine” di Simone Siss

L’opera realizzata con la tecnica dello stencil si trova su una delle saracinesche del Forno Necci1924, in via Fanfulla da Lodi 68.
Partendo dal tradizionale detto “Auguri e figli maschi”, l’artista ribalta la frase per affermare che oggi l’augurio più grande è crescere persone libere.
Il murale dedicato a Marielle Franco di Kelly Reis

L’opera si trova sul muro del locale MagneBevo e sto ar Pigneto, in via del Pigneto 93, ed è dedicata all’attivista brasiliana Marielle Franco, simbolo internazionale della difesa dei diritti umani, uccisa nel 2018.
Nel murale, Marielle è circondata da alcuni fiori molto diffusi in Sud America e utilizzati sia come rimedio medicinale sia nei riti funebri, richiamando allo stesso tempo lutto e rinascita.
I semi alludono a una storia che continua a germogliare, mentre la presenza del lupo, animale simbolico, crea un ponte visivo e narrativo tra Brasile e Italia.
Le due sirene di Sé Cordeiro e Mag Magrela

Il murale si trova in via Macerata 3 e raffigura l’incontro di due sirene, le cui code formano un cuore, simbolo della collaborazione nata tra le due artiste durante la residenza.
Le figure tengono in mano un filo rosso che disegna un cuore, richiamando il fatto che “Roma”, letta al contrario, diventa “amor”.
La sirena realizzata da Sé Cordeiro compie inoltre il tipico gesto italiano con la mano, creando un ponte ironico tra Brasile e Roma.
Il murale di Kelly Reis al Forte 44

Realizzato sul cancello del Loft Forte 44, in via Fortebraccio 4, il murale è nato insieme alle partecipanti di un laboratorio guidato dall’artista. I temi principali sono natura e spiritualità.
Lo stencil di Katia Lombardo, tra i palazzi del Pigneto

L’opera, che raffigura un angelo in primo piano, si trova sulla serranda del Forno Necci1924 in via Fortebraccio.
È stata realizzata a partire da fotografie dei palazzi del Pigneto, rielaborate da alcuni studenti che hanno partecipato a un workshop condotto dall’artista.
Sullo sfondo si intravede la tangenziale, elemento urbano che attraversa e caratterizza il quartiere.
L’intervista de Il Caffè alla curatrice del progetto Na Rua
Il Caffè ha intervistato Livia Fabiani, presidente dell’associazione VenUS Urban Art, che ha curato la residenza artistica e la realizzazione dei murales.
Come nasce questo progetto e con quale obiettivo?
Na Rua è un progetto di gemellaggio artistico tra Brasile e Italia, ideato e curato da VenUS Urban Art. La nostra associazione utilizza l’arte urbana come strumento di riflessione sulla parità di genere, attraverso workshop, interventi nello spazio pubblico e relazioni con territori e comunità, trasformando i muri della città in luoghi di dialogo e di immaginazione condivisa. La residenza nasce proprio in questo orizzonte: un invito a cinque artiste brasiliane a vivere il Pigneto per un mese, ascoltarlo, attraversarlo e lasciarsi trasformare da chi lo abita.
Qual è stato il ruolo del quartiere?
Durante la residenza, il Pigneto non è stato solo uno sfondo, ma un vero interlocutore. Le artiste hanno tenuto laboratori, camminato nel quartiere, incontrato abitanti e attività storiche, raccogliendo frammenti di storie, simboli e gesti.
Il progetto è biennale: cosa prevedete per il 2026?
Na Rua fa parte di un gemellaggio biennale tra Brasile e Italia, reso possibile grazie all’Avviso Pubblico Roma Creativa 365 – Cultura tutto l’anno. Quest’anno, oltre ai sei murales, il progetto ha previsto una mostra con le opere realizzate durante la residenza: tele, lavori in cartapesta e materiali di recupero, frutto del dialogo quotidiano tra artiste, comunità e territorio. Il percorso si è concluso con la Passeggiata Surreale, un itinerario artistico che ha intrecciato cultura romana e brasiliana, tra maschere in cartapesta create nei workshop di Sé Cordeiro e tappe nei luoghi simbolici del quartiere.

Il prossimo appuntamento sarà a novembre 2026, quando ospiteremo la Rede Nami, ONG brasiliana premiata dalla Fondazione Hillary Clinton, che utilizza l’arte per contrastare la violenza di genere. Sarà un’ulteriore occasione per rafforzare il dialogo culturale e sociale tra Italia e Brasile.
Leggi anche Roma avrà un nuovo grande Policlinico Umberto I: investimento da 1 miliardo di euro





















