Inoltre, nel corso della Commissione capitolina Trasporti del 23 gennaio, è stata confermato l’acquisto di nuovi tram a batteria, provenienti da una ditta spagnola. L’arrivo del primo è previsto a febbraio. Questo proprio in virtù dei nuovi cantieri e progetti che stanno coinvolgendo Roma.
I trasporti al centro del dibattito
I mezzi di trasporto rappresentano da anni uno dei nodi cruciali della Capitale. Bus, treni e tram sono al centro di progetti, annunci e polemiche. In questo quadro arriva una novità rilevante. Nel corso della commissione capitolina Trasporti del 23 gennaio sono stati forniti aggiornamenti puntuali su quattro nuove tramvie che dovrebbero entrare in funzione entro la fine del 2026.
Si tratta di interventi distinti da quelli che l’assessore alla Mobilità Eugenio Patané ha collocato in una fase successiva, con orizzonte 2030. Le nuove linee collegheranno snodi strategici della città, dal Vaticano alla stazione di Roma Termini, passando per aree densamente abitate e già servite da metropolitane.
I progetti approvati e l’orizzonte 2030
Per comprendere il quadro complessivo è necessario riavvolgere il nastro.
Oltre alla tramvia Tiburtina–Ponte Mammolo (percorso tramviario approvato per collegare due snodi fondamentali della metro B nel lato est della città), a dicembre 2024 la Giunta di Roma Capitale ha approvato tre progetti di fattibilità economica relativi ai trasporti di massa.
Sono previsti i collegamenti Piazza Mancini–Vigna Clara, con un investimento previsto di 130 milioni di euro, Anagnina–Torre Angela, dal costo stimato di 410 milioni, e Giardinetti–Scambiatore A1 Sud, un progetto da 48 milioni di euro che prevede anche l’interessamento e coinvolgimento fisico del Grande Raccordo Anulare.
Queste linee, insieme ad altre come Togliatti–Ardeatina, Marconi, Anagnina–Tor Vergata, Barletta–Clodio e il Tram della Musica, dovrebbero essere realizzate entro il 2030.
Le quattro tramvie già in cantiere
Diverso il discorso per le quattro linee con cantieri già avviati. Secondo la Giunta, i lavori dovrebbero concludersi a partire dal 2026. Le tratte interessate sono Verano–Tiburtina, Termini–Vaticano–Aurelio, Termini–Giardinetti–Tor Vergata e la Togliatti nel tratto Ponte Mammolo–Subaugusta.
Proprio su queste infrastrutture, durante la seduta del 23 gennaio, sono arrivati aggiornamenti dettagliati sullo stato di avanzamento.
La Togliatti pronta a fare da apripista
Importanti novità riguardano il percorso tramviario Togliatti, nel tratto Subaugusta–Ponte Mammolo. La linea collegherà le metropolitane A, B e C, con uno snodo strategico nell’area di Centocelle. Entro marzo è prevista la cantierizzazione fino a Subaugusta.
L’obiettivo dichiarato è quello di rendere l’intera tratta operativa entro dicembre di quest’anno. I primi 3,6 chilometri, da Ponte Mammolo a via Prenestina, dovrebbero invece essere completati entro giugno. Se il cronoprogramma sarà rispettato, questa potrebbe essere la prima delle quattro tramvie a entrare in funzione.

Tuttavia, non tutte le tramvie procedono in modo spedito rispetto ai lavori e ai vari cantieri.
Verano–Tiburtina tra scavi e rallentamenti
La linea Verano–Tiburtina è entrata nella seconda fase dei lavori. Dopo la conclusione degli scavi archeologici preventivi, il cantiere è ora impegnato nello spostamento di un cavo di alta tensione e di una condotta idrica risalente all’Ottocento.
A rallentare l’intervento è però la presenza di una tensostruttura per persone senza fissa dimora, la cui permanenza è stata prorogata fino al 2026.

La linea si estenderà fino al piazzale ovest della stazione Tiburtina e prevederà intersezioni con viale Regina Elena e con la linea B della metropolitana.
La complessità della Termini–Vaticano–Aurelio (TVA)
La linea Termini–Vaticano–Aurelio, nota come TVA, è considerata la più complessa da realizzare. I rallentamenti sono legati soprattutto ai sottoservizi presenti lungo l’intero tracciato e al necessario mappaggio dei sistemi idrici sotterranei. Si tratta di un progetto di Roma Capitale avviato nel 2019. Prevede 20 fermate e un percorso che unisce alcuni dei principali poli turistici e religiosi della città.

La linea sarà suddivisa in due tratte, da Termini a piazza Giureconsulti e da ponte Vittorio Emanuele a piazza Risorgimento, con interscambi metropolitani a Cornelia e Repubblica. La Giunta valuta anche un possibile prolungamento fino a Torre Argentina.
Tra le fermate previste figurano piazza Venezia, Lungotevere in Sassia e Circonvallazione Aurelia. La TVA si incrocerà inoltre con una delle tramvie programmate per il 2030, la Ponte Mammolo–Tiburtina. Insomma, quando realizzata, si tratterà di una delle tramvie più importanti di Roma.
Termini–Giardinetti–Tor Vergata ancora in attesa
La tratta Termini–Giardinetti–Tor Vergata necessita ancora dell’apertura di una gara d’appalto per ottenere nuovi finanziamenti. Dopo l’intesa raggiunta con la Regione Lazio sarà possibile arrivare a un progetto definitivo.
Anche questa linea punta a collegare nodi centrali della mobilità romana. Dal centro storico raggiungerà i quartieri lungo via Casilina e il nuovo rettorato di Tor Vergata. Inoltre, la tramvia sarà molto vicina alla stazione Roma Termini (angolo Via Gioberti) per favorire l’interscambio tra tram e treno
Il progetto comprende la linea esistente fino a Giardinetti, una tratta da ricostruire fino a Tor Vergata e un ulteriore collegamento fino a piazza dei Cinquecento. È considerata la linea con tempi più lunghi, con conclusione dei lavori stimata entro il 2029.
Nuovi tram in arrivo dalla Spagna
Il potenziamento della rete passa anche dal rinnovo del parco mezzi. Tra il 18 e il 19 febbraio arriverà da Saragozza il primo di 121 nuovi tram previsti. Il convoglio giungerà a Civitavecchia diviso in due parti e sarà poi trasferito in via Prenestina per l’assemblaggio finale. Il 20 febbraio è prevista la consegna ad Atac.
L’obiettivo è di avere almeno altri 20 mezzi entro la fine dell’anno. Dopo le fasi di collaudo, come confermato dall’assessore Patané, i tram saranno pronti per entrare in servizio.
I tram Urbos e il nodo del pantografo
Si tratta di tram Urbos: sono costruiti dalla società spagnola Construcctiones y Auxiliar de Ferrocarrile (CAF) e ormai diffusi in tanti paesi europei come Francia o Inghilterra. Tutti i 121 tram saranno alimentati anche a batteria. Questo consentirà di sganciare il pantografo e di viaggiare senza linea elettrica aerea in alcuni tratti.

Una soluzione considerata strategica per percorsi complessi come quello della Termini–Vaticano–Aurelio, dove l’installazione dei pali risulta problematica o addirittura inesistente.
Il deposito di Porta Maggiore
I nuovi tram saranno più lunghi rispetto a quelli attualmente in servizio. È stato inoltre potenziato il deposito di Porta Maggiore, destinato ad accogliere la maggior parte dei nuovi mezzi.
I lavori di miglioramento si sono svolti tra il 6 ottobre e il 5 dicembre. Secondo quanto emerso, la quasi totalità della struttura è ora pronta per ospitare la nuova flotta.
Verso una rete più integrata
L’obiettivo dell’amministrazione di Roma è quello di collegare tra loro sempre più snodi ferroviari, metropolitani e tramviari, creando una rete di trasporti più fluida ed efficiente.
Il 2026 si profila così come un anno chiave per il trasporto pubblico romano, segnando una fase di rinnovamento attesa da tempo.
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