La vicenda è approdata ora nelle aule di Tribunale. Il procedimento giudiziario prenderà il via il 9 giugno. Chiamata in causa per la morte della donna, deceduta nell’agosto del 2021 al Goretti, è la Asl di Latina.
Il ricovero all’ospedale Goretti di Latina: dalla polmonite all’infezione
La donna era stata ricoverata all’ospedale Goretti di Latina inizialmente per una polmonite. Dalle cartelle cliniche, secondo quanto sostenuto dai familiari, emerge che al momento del primo accesso in ospedale non presentava alcuna infezione in corso.
Dopo le dimissioni, tuttavia, le sue condizioni si sarebbero progressivamente aggravate: a pochi giorni dal rientro a casa fu necessario un nuovo ricovero, seguito da un terzo, fino al decesso.
Nel corso delle degenze, sempre secondo la documentazione sanitaria, alla paziente sarebbero state diagnosticate diverse infezioni riconducibili all’assistenza ospedaliera: un’infezione delle vie urinarie, tipicamente associata all’uso del catetere, infezioni da Escherichia Coli e Proteus Mirabilis, oltre a una candidosi.
Infezioni che, secondo l’accusa, avrebbero condotto allo sviluppo di una sepsi culminata nello shock settico indicato come causa del decesso.
Diagnosi in ritardo
A rappresentare il marito e i due figli è l’avvocato Renato Mattarelli, che parla di una sequenza di eventi «logicamente e cronologicamente coerente». Sostiene infatti il legale:
«Se la paziente è deceduta per shock settico da infezioni ospedaliere e se prima dei ricoveri non presentava alcuna infezione, è altamente probabile che senza quei contagi non sarebbe morta».
Nel mirino della difesa dei familiari ci sono anche i tempi e le modalità delle cure.
Secondo l’avvocato, le infezioni sarebbero state diagnosticate in ritardo e trattate inizialmente con antibiotici generici, somministrati senza una preventiva identificazione dei batteri responsabili:
«In assenza di terapie mirate era prevedibile che l’infezione si diffondesse fino a degenerare in sepsi».
Una vicenda che ha lasciato un segno profondo anche sul piano umano. Il marito, racconta il legale, dal giorno della morte della moglie si reca quotidianamente al cimitero durante la pausa pranzo, mentre la domenica trascorre l’intera giornata sulla tomba.
Infezioni ospedaliere: un fenomeno in aumento, anche nella Asl di Latina
Secondo l’avvocato Mattarelli, quello delle infezioni ospedaliere
«è un fenomeno in crescita non solo nel territorio pontino ma a livello nazionale. Una quota rilevante delle cause per responsabilità sanitaria riguarda proprio i contagi nosocomiali».
Solo nel territorio di Latina, spiega l’avvocato, sono diversi i procedimenti già avviati per casi analoghi e, entro l’anno, potrebbero essere notificate una decina di nuove azioni giudiziarie per decessi riconducibili a infezioni contratte in ospedale.
Leggi anche: Latina, 80enne morto al Goretti: i familiari ottengono un risarcimento





















