Infatti avevamo notato che il documento comunale dell’autorizzazione paesaggistica riportava come luogo dove edificare le 4 ville un indirizzo e alcune particelle catastali che non corrispondevano tra loro.

“Errare humanum est” dicevano gli antichi romani che sicuramente frequentavano anche l’area in questione.
Leggi anche: Albano, il Comune dà l’ok a 4 ville bifamiliari a ridosso di Villa Doria, ma c’è un grande e grave dubbio
Dopo la nostra segnalazione il Comune di Albano è corso ai ripari e ha corretto l’atto: l’indirizzo era giusto, le particelle catastali no.
Nell’atto nuovo (Autorizzazione paesaggistica n. 6 del 26 gennaio 2026) è stata quindi corretta l’individuazione catastale. Non più le particelle indicate in precedenza, ma quelle “giuste”.
È confermato, quindi, che ci troviamo a ridosso di Villa Doria, a due passi dall’ex Isfol.

Ma la correzione delle particelle (che ricordiamo individuano esattamente un terreno) non fuga tutti i dubbi: ne resta uno grande come un macigno, che sarebbe bene sgomberare.
Dubbi fugati? Ne resta uno molto importante
Il Comune di Albano ha infatti dato la propria autorizzazione paesaggistica dopo che la Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio dell’Area metropolitana di Roma, a cui spetterebbe il giudizio in prima battuta, non si era espressa sulla questione.
Tramite il meccanismo del “silenzio-assenso” è dunque toccato (in seconda battuta) al Comune di Albano esprimersi: ed è stato dato il parere favorevole.
Ora, il silenzio-assenso della Soprintendenza, normalmente, non vuol dire che a Roma ci hanno dormito sopra e hanno fatto scadere i termini entro cui dare il parere, piuttosto appare verosimile che l’Ente paesaggistico, a cui vengono fornite le particelle del progetto da ‘approvare’, quando vede che l’area non è soggetta a particolari vincoli o problematiche, non si esprime proprio. Un silenzio che equivale, appunto, ad una autorizzazione.
Ci chiediamo ora: quando si è verificato l’errore delle particelle al Comune di Albano?
Tutto ok o tutto da rifare?
La domanda è fondamentale, perché se l’errore si fosse verificato all’origine dell’iter della pratica è verosimile pensare che alla Soprintendenza è stato chiesto un parere fornendo le particelle sbagliate. E il silenzio-assenso sarebbe valido per quelle particelle, che però non sono oggetto di questo progetto edilizio.
Se così fosse, il Comune di Albano dovrebbe ripresentare la pratica alla Soprintendenza per chiedere il parere sulle particelle catastali esatte. Se invece alla Soprintendenza erano a suo tempo state comunicate le particelle giuste non vi è, naturalmente, alcun problema.
Ma il rischio c’è e le conseguenze potrebbero essere enormi.
Il Comune di Albano dovrebbe fornire a riguardo una risposta ufficiale per fugare tutti i dubbi. Anche perché stiamo parlando ‘solo’ di 4 ville, è vero, ma collocate in un punto importantissimo per Albano.
Il cuore verde di Albano, la terrazza che racconta la città
Il punto è che Villa Doria non è un giardino qualunque. È il cuore verde e simbolico di Albano, la cerniera tra centro urbano e respiro paesaggistico.
Da Piazza Mazzini si apre quel belvedere che, per residenti e visitatori, è un biglietto da visita senza parole. Campagna romana, filari, luce ampia, l’idea stessa di “Castelli Romani”.
Non a caso, negli ultimi mesi l’attenzione sul belvedere è tornata alta, con interventi annunciati come “salva-belvedere”: segno che quel punto panoramico è considerato identitario, e politicamente sensibile.
Per questo è ancora più importante fugare qualsiasi dubbio immediatamente.
4 ville di Albano, progetto innovativo
I 4 edifici oggetto dell’autorizzazione paesaggistica saranno edificati su un terreno privato di proprietà della società Soc. E. & B.C. 2017 S.r.l.


Al di là della questione delle particelle catastali, c’è poi un altro elemento da tenere in forte considerazione: l’emergenza idrica ai Castelli Romani.
Questa non è più un tema da convegni, ma una preoccupazione quotidiana tra rubinetti ballerini, estati sempre più lunghe e falde sotto stress.
In questo quadro, nel progetto delle ville compare anche, finalmente, la previsione di bacini di raccolta dell’acqua piovana a servizio dei giardini.

Una misura piccola ma significativa, circa 2.400 litri per ciascuna villa, pensata per irrigazione e usi esterni, ma sempre meglio delle piscine (ludiche) in variante autorizzate di recente dal Comune di Albano per sette ville in via Tenutella.
Non è la soluzione alla sete di un territorio, sia chiaro, è un ‘palliativo domestico’. Però fotografa una contraddizione tutta politica: mentre il sistema idrico chiede investimenti strutturali e scelte collettive, l’edilizia “si attrezza” con risposte individuali.
In un’area dove ogni intervento pesa sul paesaggio e sui servizi, anche un serbatoio – per quanto piccolo – diventa un segnale: costruire oggi significa anche decidere come si gestisce domani una risorsa sempre più scarsa, l’acqua.























