È partita la bonifica: pulizia, rimozione rifiuti, ripristino minimo di decoro e sicurezza. Un intervento che, a prima vista, potrebbe sembrare ordinaria manutenzione.
In realtà questo atto potrebbe anticipare un progetto più importante della semplice pulizia dell’area.
Qualche anno fa negli ambienti politici comunali si era infatti parlato apertamente di una nuova isola ecologica. E l’idea era proprio quella di farla presso l’area dell’ex depuratore.
Ora tutto sembra muoversi nel massimo riserbo. A prima vista sembra si tratti soltanto di ripulire bene la zona, ma il pensiero non può non andare a quel progetto isola ecologica di qualche tempo fa.
“Sono solo coincidenze?” possiamo chiederci, scimmiottando alcuni ironici reel di Instagram o post di Facebook.
Per ora, nessuna presa di posizione ufficiale. Ma i segnali, quelli sì, iniziano ad accumularsi.
La determina che accende i riflettori
A mettere nero su bianco l’operazione di bonifica è una Determinazione dell’Ufficio Tecnico.
Il Comune di Ciampino ha scelto l’affidamento diretto per “manutenzione e pulizia” dell’area, con l’obiettivo dichiarato di intervenire in tempi brevi.
È il genere di provvedimento che di solito passa sotto traccia. Qui, però, la domanda è inevitabile: perché adesso? Perché riaprire un dossier rimasto ai margini, se non c’è in prospettiva un cambio di passo?
Dentro l’ex depuratore: la mappa del degrado
L’intervento prevede cantierizzazione, posizionamento di contenitori, raccolta e carico, trasporto e conferimento in discarica, tracciabilità completa con formulari rifiuti, quindi sgombero e pulizia finale.
E soprattutto elenca cosa verrà tolto di mezzo: inerti, pneumatici, imballaggi misti, ingombranti, perfino secchi di vernice vuoti classificati pericolosi e sacchi di conglomerato bituminoso. Non “sporcizia generica”: una fotografia precisa di un’area lasciata troppo a lungo senza presidio.
Il servizio è stato affidato al Consorzio GE.SE.AV. SCARL (Formello) per 4.900 euro più iva.
La bonifica come mossa strategica
Bonificare non è solo “fare ordine”. È riaprire la possibilità di decidere il suo futuro.
Un sito degradato è un vincolo: non si presta a sopralluoghi, progettazioni, valorizzazioni, né a un racconto credibile verso la cittadinanza. Un sito ripulito, invece, diventa un foglio quasi bianco: può ospitare funzioni pubbliche, servizi, perfino una rigenerazione “a sorpresa”.
E qui torna l’indiscrezione sulla futura nuova isola ecologica.
Abbiamo provato ad indagare un po’ a fondo: un’ipotesi di recupero e utilizzo dell’area sarebbe sul tavolo, ma il progetto resterebbe top secret. La bonifica, letta così, non sarebbe un atto fine a se stesso, ma l’inizio di qualcos’altro.
I casi ‘simili’ vicino Ciampino
Ciampino non sarebbe un’eccezione.
Nei Castelli Romani, ad esempio, Ariccia ha indicato proprio l’area di un ex depuratore come sede di una nuova isola ecologica/centro di raccolta, trasformando un’infrastruttura dismessa in presidio di economia circolare: un precedente che fa scuola nel dibattito locale.
E la tendenza è favorita anche da strumenti più ampi: la Regione Lazio ha recentemente rilanciato bandi e misure per ammodernamento e riconversione di impianti pubblici legati alla filiera dei rifiuti.
Anche dove non c’è un ex depuratore, il territorio si muove.
Frascati discute il rilancio della propria isola ecologica in chiave più “hi-tech”, mentre Pomezia è al centro del confronto su nuove localizzazioni per ulteriori strutture di raccolta.
Se davvero Via Morosina sta per cambiare destino, la bonifica appena partita potrebbe portare un bel regalo ai cittadini di Ciampino.
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