Tutto inizia nel 1986, quando l’Amministrazione comunale stipula una convenzione con la società “Immobiliare Costruzioni DA.CO. S.r.l.” per la realizzazione di abitazioni in edilizia agevolata su aree concesse in diritto di superficie.
L’intervento viene regolarmente autorizzato e completato, con il rilascio del certificato di abitabilità nel 1989. Due anni dopo, nel 1991, uno degli alloggi viene acquistato da un privato cittadino, insieme a cantina e posto auto.
La morte del proprietario e la messa in vendita della casa
Nel 2021 il proprietario viene a mancare. L’immobile passa così agli eredi – la moglie e i figli – che nel 2026 presentano al Comune la richiesta di autorizzazione alla vendita, come previsto dalla convenzione originaria.
Una procedura tutt’altro che automatica: sugli alloggi di edilizia convenzionata, infatti, il Comune può esercitare il diritto di prelazione, subentrando all’acquirente privato, ma solo a precise condizioni.
Le condizioni per esercitare il diritto di prelazione
A fare da riferimento sono i criteri stabiliti dalla Commissione Casa già nel 1992: superficie inferiore ai 75 metri quadrati, ubicazione centrale, piano basso (fino al terzo). Requisiti che devono essere presenti contemporaneamente.
Nel caso in esame, però, l’appartamento è più grande (circa 95 metri quadrati) e si trova al quarto piano. Elementi sufficienti per escludere l’interesse diretto dell’Amministrazione.
Il Comune: “Non ci sono i presupposti per l’acquisto”
Gli uffici comunali, dopo un’istruttoria tecnica, hanno quindi preso atto dell’assenza dei presupposti per la prelazione.
Con una determinazione firmata dalla dirigente del Dipartimento VII Edilizia SUE, il Comune ha formalmente rinunciato al proprio diritto, autorizzando la vendita dell’immobile “con salvezza dei diritti di terzi”.
Prezzo calmierato: vendita a non più di 100mila euro
Resta però un punto fermo: il prezzo. Come stabilito dalla convenzione del 1986, il valore di cessione non è libero, ma calmierato.
Tenendo conto dell’adeguamento ISTAT e della riduzione legata all’età dell’edificio – oltre trent’anni – il prezzo massimo di vendita è stato fissato in 99.794,86 euro.
Chi acquisterà dovrà inoltre possedere i requisiti previsti per l’accesso all’edilizia agevolata e accettare formalmente tutti i vincoli contenuti nella convenzione originaria.
Una copia dell’atto di vendita dovrà infine essere trasmessa al Comune entro trenta giorni, pena una sanzione pari all’1% del valore dell’immobile.
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