La Nemorense e via De Santis, del resto, sono la “cerniera” che collegano il borgo con l’esterno, in particolare con Roma e con Velletri, e rappresenta anche un collegamento strategico tra la via Appia (zona Genzano di Roma) e la via dei Laghi.
Dal ponte al semaforo: cosa succede su via De Sanctis
L’ordinanza del Comune prevede senso unico alternato su via De Sanctis, regolato da impianto semaforico e, se necessario, anche da personale incaricato di gestire i flussi.
Nei giorni feriali il rischio è concreto: una manciata di minuti può trasformarsi in attese più lunghe, soprattutto nelle fasce pendolari o quando il traffico aumenta.
Stop ai mezzi pesanti: il divieto che pesa davvero
Il punto più impattante, però, è il divieto: stop ad autobus e ai mezzi sopra le 3,5 tonnellate su via De Sanctis e via dei Piscari. La viabilità “di servizio”, quindi, resta in piedi, con semafori e senso unico, ma tutto ciò che è più ingombrante dovrà cambiare percorso.
Non a caso l’ordinanza viene trasmessa anche a Cotral, chiamata a valutare eventuali deviazioni e soluzioni alternative. Qui non si parla solo di comodità: in gioco ci sono spostamenti quotidiani, attività commerciali e quel turismo di prossimità che Nemi vive soprattutto nei weekend.
Non una semplice manutenzione: demolizione e ricostruzione
L’intervento, per scala, va oltre la manutenzione ordinaria. Dai documenti emerge che il lavoro sulla Nemorense prevede demolizione e ricostruzione del viadotto (S.P. Nemorense, viadotto km 3+700) e anche di due sovrappassi successivi lungo l’area di via De Sanctis, risalendo verso la via dei Laghi.
Sul fronte economico, nei documenti di programmazione l’opera viene indicata con un quadro complessivo di circa 4,1 milioni di euro (nel dibattito locale si è parlato anche di possibili integrazioni e di un pacchetto più ampio di risorse per i Castelli).
Il nodo dei tempi: si parte, ma non c’è una data di fine
La data di avvio è fissata, ma non compare una scadenza dei lavori. Un elemento che, inevitabilmente, alimenta l’incertezza: se il cantiere dovesse “mordere” a lungo, Nemi rischierebbe di rimanere sotto pressione proprio sul suo collegamento più delicato.
L’effetto domino sui Castelli: occhi anche su Lanuvio
Nello stesso orizzonte di investimenti sulla viabilità provinciale rientra anche Lanuvio: qui l’intervento simbolo è l’allargamento del cavalcaferrovia sulla Laviniense, il cosiddetto “ponte della Stazione”, altro collo di bottiglia storico dell’area dei Castelli Romani.

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