Un risultato importante reso possibile dall’impegno dei volontari dell’associazione Retake, che hanno candidato il progetto e raccolto 17.251 firme a suo sostegno.

Il Caffè ha intervistato Cristiano Tancredi, presidente di Retake Roma, associazione che ha presentato e promosso il progetto.
La proposta di valorizzazione del laghetto è stata l’unica a vincere il bando FAI nel Lazio e si è classificata sesta in Italia per numero di firme raccolte tra i progetti vincitori.
Un luogo storico e identitario nel cuore del Parco degli Acquedotti
Il progetto di riqualificazione punta a ricostituire la memoria storica del laghetto e a rendere il sito più fruibile per i cittadini. Non a caso è stato intitolato “Leggere le tracce del passato per disegnare il futuro”.
Il progetto prevede la valorizzazione del tracciato del Fosso dell’Acqua, voluto nel 1122 da Papa Callisto II, il recupero dei percorsi storici, la tutela dell’ecosistema, l’inserimento di sedute e la creazione di spazi di sosta destinati a laboratori didattici e alla socialità.

Cristiano Tancredi, presidente di Retake Roma e fondatore del gruppo Retake Parco degli Acquedotti nel 2020, ha spiegato a Il Caffè:
“Il Parco degli Acquedotti non solo presenta peculiarità archeologiche di grandissimo valore, ma è anche un luogo fortemente identitario per gli abitanti della zona, con un genius loci molto potente.
Da un lato il parco è vissuto dai cittadini come se fosse il giardino di casa, dall’altro è un vero e proprio bacino archeologico. Per questi motivi non potevamo non candidare il laghetto del parco come “Luogo del Cuore”, con l’obiettivo di preservarlo e valorizzarlo”.

Unico progetto vincitore nel Lazio: oltre 100 mila euro per la riqualificazione
Il progetto è stato l’unico nel Lazio a vincere il bando FAI ed è arrivato sesto a livello nazionale con 17.251 voti, grazie alla mobilitazione capillare di Retake Roma. In totale, la proposta riceverà 106.000 euro per la riqualificazione. Di questi, 36.000 euro saranno stanziati da FAI e Intesa Sanpaolo, mentre il resto dei fondi arriverà dal Comune di Roma e dal Parco Regionale Appia Antica.
Il progetto è stato realizzato dalle architette Martina Di Egidio e Francesca Poerio ed è stato successivamente valutato dalla Soprintendenza, dal Parco Regionale dell’Appia Antica e Roma Capitale.
Ha raccontato Tancredi al giornale:
“I volontari e le volontarie di Retake hanno organizzato banchetti per la raccolta firme, supportati anche dai comitati di quartiere e dalle associazioni presenti sul territorio che vivono il parco ogni giorno.
Un grande lavoro e tanto impegno: dietro ogni firma c’è stato un volontario che ha dedicato tempo a spiegare l’importanza di questo progetto”.
I prossimi passi e le tempistiche dei lavori
Al momento, le tempistiche di avvio e conclusione dei lavori non sono ancora definite. Ha chiarito Tancredi:
“C’è ancora molto da fare. Nei prossimi mesi sono previsti diversi incontri con il FAI e le altre realtà associative e istituzionali per definire come procedere. Saranno inoltre coinvolti esperti, tra cui naturalisti, botanici e architetti”.
L’obiettivo è duplice: rendere il luogo ancora più fruibile e aumentare la consapevolezza dei cittadini sulla ricchezza storica, ambientale e culturale del sito.
Ha sottolineato il presidente di Retake Roma:
“Solo con la consapevolezza e la sensibilizzazione arriva anche la protezione e la tutela del territorio. Per questo sarà fondamentale trovare il modo giusto di raccontare il progetto e coinvolgere il più possibile la cittadinanza”.
Retake Roma: migliaia di volontari per prendersi cura dello spazio pubblico
Sarebbe riduttivo, nonché scorretto, descrivere Retake come un’associazione che si occupa di pulizia degli spazi pubblici. Retake è molto di più: riqualificazione e rigenerazione urbana, attività sociali, progetti con le scuole, percorsi di reinserimento e sensibilizzazione alla cura dei beni comuni.

È un’associazione composta esclusivamente da volontari e volontarie che scelgono di prendersi cura del territorio in cui vivono, trasformando l’impegno civico in una vera e propria presa di coscienza collettiva.
Ha detto Tancredi a Il Caffè:
“È politica nel senso più ampio del termine, perché ogni piccola azione dimostra che ciascuno di noi può incidere sulla realtà e cambiare le cose”.
Retake nasce circa quindici anni fa dall’iniziativa di una donna americana trasferitasi a Roma, che iniziò a pulire la strada sotto casa per porre rimedio al degrado. Poco alla volta coinvolse i vicini, dando vita a un movimento che oggi conta migliaia di volontari. Attualmente Retake è presente in tutta Roma e in diverse altre città italiane.
Nella Capitale operano circa 80 gruppi di quartiere, con quasi 200 soci e migliaia di volontari attivi sul territorio.
Per partecipare alle attività di Retake è possibile iscriversi gratuitamente agli eventi tramite l’App Retake. Ci si registra all’attività ed è prevista una copertura assicurativa giornaliera. Inoltre, è possibile monitorare l’impatto delle azioni svolte, come la quantità di rifiuti raccolti o le persone coinvolte.
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