Consultando più attentamente la documentazione pubblicata dal Comune di Albano a gennaio 2026, abbiamo infatti scoperto che sono due i via-libera rilasciati.
Dell’autorizzazione paesaggistica n. 5 del 19 gennaio, relativa a 4 ville bifamiliari, aveva parlato già in un precedente articolo. Ma in realtà esiste anche l’autorizzazione n. 4, sempre del 19 gennaio, perfettamente identica alla n. 5, che rilascia un’altra autorizzazione paesaggistica sempre nello stesso punto, cioè sotto Villa Doria, per altre quattro ville bifamiliari.
Il totale fa otto ville bifamiliari e un gran mal di testa che ci è venuto, perché abbiamo davvero difficoltà a capire.
Albano e il primo errore sulle ville
Nei giorni scorsi, in merito all’autorizzazione n. 5, l’unica che conoscevamo, avevamo riscontrato al suo interno la presenza di un grave errore.
Il terreno individuato per le quattro ville bifamiliari era indicato – nelle carte del Comune – come situato su via dei Pini, ma le particelle indicate – ossia i riferimenti catastali del terreno stesso – erano sbagliati e riconducibili a un’area artigianale, a circa 600 metri di distanza.

È su quel cortocircuito che Il Caffè aveva acceso i riflettori, chiedendo una spiegazione semplice al Comune: dove si costruisce, esattamente?
Perché, quando si parla di vincoli e belvederi, non esistono “dettagli”: esistono solo chiarezza e trasparenza.
Dopo la nostra segnalazione, il Comune di Albano era corso ai ripari correggendo l’atto.
Una nuova autorizzazione (la n. 6 del 26 gennaio 2026) era stata pubblicata con l’“errata corrige” che chiariva dove era il terreno per quelle quattro ville bifamiliari: l’atto indica ora via e foglio-particelle corrette.

In ogni caso, subito dopo la pubblicazione della rettifica, ci eravamo posti un altro dubbio.
Il Comune di Albano, infatti, ha autorizzato questi immobili in perfetta solitudine: considerando che la Soprintendenza non ha risposto al parere richiesto dal municipio, ha applicato la formula del “silenzio-assenso”, cioè “se tu non rispondi entro 60 giorni, decido io”.
Il dubbio però è questo: il Comune di Albano – visto l’errore (riconosciuto) contenuto negli atti – può garantire che la Soprintendenza abbia risposto con un silenzio-assenso valutando un documento che riportava le giuste particelle?
L’abbiamo chiesto anche direttamente, con una email inviata al Commissario di Albano e a tre dirigenti della Soprintendenza. Al momento nessuno ci ha ancora risposto.
Scatta il nuovo giallo
Ma ora la storia si ingarbuglia ancora di più. Molto di più.
Corretta un’autorizzazione, ne spunta un’altra, identica. Il Comune di Albano ha rilasciato anche l’Autorizzazione paesaggistica n. 4, sempre il 19 gennaio, sempre relativa a 4 ville bifamiliari. Questa ‘nuova’ autorizzazione è la copia perfetta dell’altra (la n. 5), identica al 100%, ad esclusione appunto dei numeri (4 e 5).
E qui scatta il secondo livello del giallo: se nello stesso lotto esiste un’altra autorizzazione n. 4, gemella della n. 5, per altre quattro ville, perché la rettifica del Comune (a quanto risulta dall’albo pretorio) si ferma solo a metà strada, quindi è stata fatta solo per una autorizzazione, ossia la n. 5?
Perché il Comune non rettifica anche l’autorizzazione errata n. 4 del 19 gennaio?

Come si vede nell’immagine, l’Autorizzazione n. 4 porta la registrazione 71, mentre la n. 5 porta la registrazione 73.
Anche questa seconda autorizzazione prevede il via libera solo del Comune, a causa del silenzio assenso della Soprintendenza. E allora, anche qui (per l’autorizzazione n. 4) la domanda è d’obbligo: il Comune ha inviato alla Soprintendenza un parere con richiesta corretta o zeppa d’errori?
E ancora: perché non sono sono state rettificate (e verificate) tutte e due le autorizzazioni, ma solo quelle finite sotto i riflettori della stampa?
È un bel caos, difficile da capire per chi, come noi, non ha possibilità per vedere gli atti originali. Ma a questo punto sono varie le interpretazioni di quanto sta accadendo, e nessuna ci dice che il caso è chiuso.

Ipotesi 1: documentazione tutta esatta
Le autorizzazioni sono davvero due, quindi potranno essere edificate ben otto ville bifamiliari proprio sotto il belvedere di Villa Doria. Nascerà in via dei Pini quasi un nuovo piccolo quartiere, in una zona (dice il Comune stesso) sottoposta a vincolo.
La Soprintendenza sa tutto, conosce i numeri esatti delle particelle, ma ha comunque deciso di non impicciarsi e investire della decisione il Comune di Albano, che si assume tutte le responsabilità legali e politiche.
Comunque, resta il fatto che anche l’autorizzazione n. 4 deve essere corretta. Se ne sono dimenticati?
Ipotesi 2: l’autorizzazione doppione
In realtà le due autorizzazioni (la n. 4 e la n. 5) sono un doppione. Cioè di autorizzazione ne doveva essere rilasciata solo una. Quindi le ville bifamiliari da costruire tornano ad essere quattro.
Sarebbe piuttosto strano, perché oggi le amministrazioni sono dotate di procedure e di software che scongiurano la possibilità di un simile errore.
Comunque, resta il fatto che anche in questo caso la pratica non è chiusa: il Comune di Albano dovrebbe annullare l’autorizzazione doppione. Ne sono informati?
E resta sempre il dubbio se la Soprintendenza abbia visionato la versione di richiesta di parere riportante le particelle esatte.
Ipotesi 3: è tutto da rifare
Questa sarebbe l’eventualità più grave.
La documentazione prodotta alla Soprintendenza, che sia una o due richieste gemelle, riportava le particelle errate, come anche è successo negli atti del Comune di Albano.
Quindi la Soprintendenza avrebbe rilasciato il suo silenzio-assenso per l’autorizzazione paesaggistica di un terreno a 600 metri di distanza, che non ha nulla a spartire con quello appena sotto Villa Doria.
Le autorizzazioni del Comune di Albano a questo punto sarebbero nulle e dovrebbe essere istruita una nuova richiesta di parere.
Anche in questo terzo caso, quindi, il Comune di Albano deve muoversi e compiere gli atti obbligatori.
Non è burocrazia: è il cuore verde, e pesa sul futuro
Purtroppo noi possiamo solo fare ipotesi. Alcune carte non sono visibili, le informazioni richieste non hanno risposte: difficile così capire come stiano veramente le cose.
Ma la questione non interessa solo gli addetti ai lavori. Tocca un luogo-simbolo di Albano: il respiro verde che racconta da 2.700 anni ai residenti e a chi passa chi è Albano.

E tocca anche il metodo: in entrambe le autorizzazioni c’è scritto difatti che il Comune, trascorsi i 60 giorni di legge, senza ricevere un parere della Soprintendenza, ha autorizzato le otto ville bifamiliari per 16 famiglie su area vincolata: una decisione in perfetta solitudine.
Ma il Comune, che in fase commissariale dovrebbe rappresentare la massima garanzia di legalità e trasparenza, può spiegarci cosa sta succedendo?
Speriamo, presto, di ricevere risposte chiare e definitive alle richieste di chiarimento, inviate via email alla Soprintendenza e al Commissario Santarelli. A pretenderle sono i cittadini.
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