L’amministrazione ha infatti approvato una perizia di variante tecnica “migliorativa” in corso d’opera.
L’intervento rientra nel più ampio progetto di “Riqualificazione urbana dell’area degradata Le Salzare”, di proprietà comunale, approvato nel giugno 2021.
Il progetto del nuovo palazzetto dello sport di Ardea in zona Salzare, ha un valore complessivo di 5 milioni di euro, interamente finanziato con fondi PNRR. L’opera punta a restituire alla collettività uno dei luoghi più compromessi del territorio, a ridosso del complesso archeologico del Castrum Inui.
I vincoli del PNRR e la corsa contro il tempo per il palazzetto dello sport alle Salzare
Con la sottoscrizione dell’atto d’obbligo, avvenuta il 17 gennaio 2022 e trasmessa al Ministero dell’Interno il giorno successivo, il Comune di Ardea ha assunto il ruolo di soggetto attuatore. Con questo atto si è impegnato a rispettare una serie di scadenze inderogabili.
Le scadenze riguardano l’aggiudicazione dei lavori (al 31 dicembre 2024), il pagamento di almeno il 30% degli stati di avanzamento entro fine 2024 e la conclusione dell’intervento entro il 31 marzo 2026.
Siamo ormai fuori tempo massimo, ma fortunatamente il Governo ha concesso una proroga a diversi progetti.
Non è soltanto Ardea infatti in difficoltà nel portare a termine alcune opere del PNRR. Per questo motivo il Governo ha prorogato diverse misure e progetti specifici del PNRR, specialmente in ambito scuola ed edilizia, come il palazzetto dello sport di Ardea. La rendicontazione finale delle spese slitta al 30 settembre 2027.
Il progetto del palazzetto delle Salzare: sport, tribune e polifunzionalità
Il palazzetto dello sport che il Comune di Ardea sta realizzando alle Salzare è una struttura sportiva polivalente progettata per ospitare diverse discipline.
L’area di gioco, di circa 1.230 metri quadrati, sarà idonea a competizioni nazionali di pallacanestro (campo 28×15 metri con fasce di rispetto) e pallavolo (18×9 metri), con un’altezza libera di sette metri e un’altezza interna complessiva di 7,30 metri.
L’edificio sarà caratterizzato da una pensilina di ingresso che collegherà direttamente l’esterno alle tribune: gli spettatori, varcata la soglia, si troveranno immediatamente affacciati sul campo da gioco, in un’ottica di fruizione diretta e funzionale degli spazi.
Le modifiche: cosa cambia davvero
Durante l’esecuzione del progetto, la Direzione lavori ha segnalato la necessità di introdurre una variante in assestamento, senza aumento di spesa, per migliorare il comfort tecnico-ambientale della palestra e rendere più rapida la realizzazione delle opere.
La variante approvata non stravolge il progetto, ma interviene in modo mirato soprattutto sul blocco palestra e sugli spogliatoi, introducendo soluzioni più efficienti dal punto di vista energetico e costruttivo.
Copertura. È previsto uno snellimento delle travi in legno lamellare, con calcoli strutturali e sismici aggiornati, e soprattutto la sostituzione del tradizionale pacchetto di copertura con pannelli sandwich ad alte prestazioni termiche. Una scelta che consente una posa più rapida e una migliore efficienza energetica.
Pareti verticali. Anche le tamponature esterne del blocco palestra cambiano: addio alle contropareti in cartongesso con lana di roccia e finiture in gres, sostituite da pannelli sandwich con rivestimento in lamiera. Per il blocco spogliatoi, invece, si passa a termoblocchi in calcestruzzo da 30 centimetri, integrati con pannelli isolanti esterni.
Solaio a terra. Viene rivisto anche il pacchetto del pavimento interno: al posto del vespaio areato in igloo, si opta per un riempimento con materiale arido e getto armato, con successivi strati isolanti e massetti alleggeriti per consentire il passaggio degli impianti.
Strutture e fondazioni. Durante gli scavi sono emerse vecchie fondazioni degli edifici demoliti. Questo ha reso necessario un adeguamento strutturale con l’inserimento di due pali di fondazione aggiuntivi e la modifica di pali, plinti, travi, pilastri e carpenterie metalliche.
Riempimenti e parco urbano. Per rispettare le quote previste dal progetto del parco, il Comune chiede di utilizzare circa 12 mila metri cubi di terre di riporto provenienti dal vicino cantiere archeologico, previo piano di riutilizzo e analisi ambientali da sottoporre all’Arpa.
Nessun aumento di costi, più qualità
La perizia di variante, approvata dall’amministrazione comunale, non comporta aumenti di spesa e non modifica le categorie di lavoro previste dall’appalto.
Al contrario, introduce migliorie che aumentano le prestazioni ambientali dell’edificio e consentono di compensare eventuali rincari dei costi di alcune lavorazioni.
Ora, però, bisogna fare in fretta.
Le Salzare: una storia di abusi edilizi
L’area delle Salzare era occupata da un comprensorio edilizio abusivo , noto come “Serpentone”, composto originariamente da sette palazzine e da un edificio ad uso ricettivo.
Le concessioni edilizie furono annullate già nel 1997 per il mancato rispetto delle prescrizioni della Soprintendenza, con conseguente ordinanza di demolizione.
Le prime demolizioni risalgono al 2012 e al 2013, eseguite “a raso”, senza intaccare le fondazioni, secondo le indicazioni degli organi di tutela.
Più recentemente sono state eliminate anche le restanti palazzine; l’ultimo edificio ancora presente, quello a destinazione ricettiva, è incluso nell’attuale appalto e sarà demolito per lasciare spazio alla nuova struttura sportiva e al parco urbano annesso.
Tutta l’area dove sorgeva il famoso “Serpentone” è ora oggetto di un progetto di riqualificazione urbana.
Oltre al palazzetto dello sport, è in costruzione un nuovo asilo nido comunale. Accanto all’asilo nido prenderà inoltre forma un rimboschimento di circa mezzo ettaro che darà vita ad un piccolo bosco urbano.
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