Si tratta del progetto per cui la Regione Lazio ha stanziato circa 5,5 milioni di euro, a fronte di una spesa prevista di 6,4 milioni di euro.
La Direzione regionale Ambiente, Transizione energetica e Ciclo dei rifiuti della Regione Lazio ha però sollevato serie perplessità sul piano, evidenziando possibili impatti negativi su habitat e specie protette dei vicini Siti Natura 2000, tra cui la Zona di Protezione Speciale “Parco Nazionale del Circeo” e la Zona Speciale di Conservazione “Dune del Circeo”.
L’intervento, che prevede la costruzione di dieci pennelli rigidi ortogonali alla costa e la realizzazione di scogliere sommerse, mira a contrastare l’erosione del litorale e include anche un ripascimento morbido di circa 2 km di spiaggia.
Effetti negativi per Sabaudia e Circeo
Tuttavia, secondo la Regione Lazio, il progetto potrebbe avere effetti indiretti di medio-lungo periodo che accentuerebbero l’erosione dei tratti di litorale a est-sudest, compromettendo habitat sabbiosi e specie di uccelli, come il fratino, tutelati dalla normativa europea.
La lettera regionale mette in evidenza anche criticità legate agli studi tecnici presentati dal Comune Latina.
Lo Studio di incidenza ambientale è stato considerato poco attendibile, perché redatto da professionisti senza specifica esperienza su flora e fauna tutelata.
Inoltre, le simulazioni modellistiche evidenziano che l’intervento, così come progettato, richiederebbe un costante ripascimento di sabbia, per un volume stimato di circa 30.000 metri cubi all’anno, misura la cui fattibilità economica e tecnica appare incerta.
Scelta “non ottimale”
La Regione Lazio osserva che, tra le diverse opzioni considerate dagli studi progettuali, quella scelta dal Comune di Latina (“opzione 1”) non risulta ottimale:
“una soluzione progettuale di compromesso (‘opzione 3’) verrebbe indicata come preferibile”
si legge nella lettera, perché ridurrebbe gli effetti erosivi e garantirebbe una maggiore larghezza di spiaggia rispetto all’attuale.
La Direzione regionale conclude sottolineando la necessità di integrare la documentazione con un nuovo Studio di incidenza, affidato a figure tecniche con comprovate competenze in materia di habitat e fauna, per valutare correttamente l’impatto delle opere.
Il No anche del Parco del Circeo
L’Ente Parco Nazionale del Circeo aveva già espresso riserve simili a fine gennaio 2026, ribadendo l’importanza di tutelare gli habitat costieri e marini della Rete Natura 2000.
La Regione Lazio, dunque, sembra allineata con le preoccupazioni del Parco e apre la strada a una possibile revisione del progetto prima di concedere qualsiasi autorizzazione.
Il Comune sente la Regione: si va avanti
“Tra le osservazioni pervenute – ha affermato l’assessore Addonizio – figurano anche quelle di Arpa Lazio, che ha richiesto alcuni chiarimenti di natura tecnica. e a tal proposito, l’ingegnere Migliorino sta predisponendo la documentazione necessaria per rispondere alle richieste degli enti competenti, e a breve è previsto un tavolo di concertazione per affrontare e chiarire ogni aspetto tecnico e procedurale”.
“Oggi, grazie a un lavoro di squadra tra istituzioni, siamo riusciti a recuperare le risorse e a rimettere in moto il progetto, portandolo avanti con responsabilità, trasparenza e spirito di collaborazione istituzionale, per tutelare finalmente il nostro litorale e garantire sicurezza e sviluppo al territorio”.
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