È quanto emerge dal bilancio dell’attività operativa dei Carabinieri Forestali, presentato dal generale Gianpiero Andreatta, comandante della Regione Carabinieri Forestale Lazio.
Dal rapporto risulta che nel Lazio si consumano ogni giorno oltre quattro reati ambientali e più di sette illeciti amministrativi. Numeri che raccontano una pressione costante sul territorio, anche in provincia di Latina, in particolare riguardo gli incendi boschivi.
I controlli dei Carabinieri Forestali: la piaga dei roghi di rifiuti
Nel 2025 i Forestali hanno effettuato oltre 81 mila controlli, perseguito circa 1.500 reati e contestato più di 2.500 illeciti amministrativi.
«La più grande piaga del Lazio resta l’abbandono incontrollato dei rifiuti – spiega Andreatta – un fenomeno diffuso che spesso degenera nella pratica criminale dei roghi tossici».
Su questo fronte sono stati eseguiti oltre 9 mila controlli, con poco più di 500 reati accertati. Un’emergenza ambientale che incide direttamente sulla qualità della vita dei cittadini e che continua a colpire soprattutto le aree periferiche e rurali.
Incendi, allarme per la provincia di Latina
Altro capitolo critico è quello degli incendi boschivi. Nel corso dell’anno sono stati effettuati 2.630 controlli e accertati 253 reati.
Come ha sottolineato il comandante Andreatta, il contrasto agli incendi ha raggiunto livelli di efficacia elevati grazie a una strategia operativa integrata.
Ma il dato territoriale resta allarmante: «La zona della bassa provincia di Latina registra la maggiore presenza di incendi boschivi».
Un fenomeno favorito da temperature sempre più alte, cambiamento climatico, lunghi periodi di siccità e vento intenso, fattori che rendono il territorio particolarmente vulnerabile.
La tutela del territorio
L’analisi complessiva conferma la vocazione principale dell’Arma Forestale: oltre la metà dell’attività di prevenzione – il 52 per cento, pari a più di 42 mila controlli – si concentra nella tutela del territorio.
Vincolo idrogeologico e paesaggistico, contrasto all’abusivismo edilizio, controllo dei tagli boschivi e prevenzione degli incendi sono i fronti su cui si gioca la partita più delicata.
Non a caso, la percentuale più alta di illeciti penali riguarda il settore delle discariche e dei rifiuti, che da solo rappresenta il 34,2 per cento dei reati ambientali e quasi la metà dell’azione repressiva complessiva.
Segnali incoraggianti
Dal confronto tra i dati del 2024 e quelli del 2025 emerge una sostanziale stabilità nel numero dei controlli, ma anche un segnale incoraggiante sul piano investigativo.
I reati perseguiti sono cresciuti del 5 per cento, ma soprattutto aumentano quelli attribuiti ad autori noti (+16%), mentre diminuiscono quelli a carico di ignoti (-14%).
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«È una forbice che certifica una migliore efficacia info-investigativa», osserva Andreatta.
Il messaggio finale va oltre le statistiche: «Un ambiente sano non è una cartolina – conclude il comandante – ma una condizione essenziale per garantire una migliore qualità della vita».
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