Tradotto: il Comune di Ciampino si assicura tre figure di supporto amministrativo fino al 31 dicembre 2026, sulla base dei decreti di richiamo arrivati dal Ministero competente. Un’operazione presentata come risposta pragmatica a esigenze d’organico e carichi di lavoro.
“Senza assegni”: costo zero per Ciampino, ma non è un corpo di vigilanza
L’atto del Comune di Ciampino è chiaro: non si tratta di pattugliamenti né di funzioni operative sul territorio.
Queste tre unità svolgeranno incarichi di supporto amministrativo, coerenti con ruolo e grado, e saranno già retribuite dallo Stato durante l’ausiliaria.
In sostanza: per il Comune di Ciampino non c’è un impegno di spesa, perché lo stipendio non passa dal bilancio comunale. È una formula prevista per mettere competenze disponibili al servizio di altre pubbliche amministrazioni.
Dove andranno: informatica, cantieri e anagrafe
La mappa degli impieghi racconta anche le priorità politiche e organizzative.
Una unità sarà assegnata al Servizio CEDI (in pratica l’area che tiene in piedi sistemi informatici e flussi digitali).
La seconda finirà nell’ufficio Lavori Pubblici, snodo delicato tra manutenzioni, programmazione e gestione quotidiana delle urgenze.
La terza andrà ai Servizi Demografici: anagrafe, stato civile, certificazioni, front office.
Tre presìdi “interni” che toccano direttamente l’esperienza del cittadino quando chiede un documento o aspetta una pratica.
Come funziona l’indennità ausiliaria
Secondo un apposito Decreto Legislativo, il n. 66 del 2010, articolo 992:
“ai fini della corresponsione dell’indennità di ausiliaria il personale, all’atto della cessazione dal servizio, manifesta con apposita dichiarazione scritta la propria disponibilità all’impiego presso l’amministrazione di appartenenza e le altre pubbliche amministrazioni”
e, sempre secondo lo stesso articolo,
“le pubbliche amministrazioni statali e territoriali, limitatamente alla copertura delle forze in organico, possono avanzare formale richiesta al competente Ministero per l’utilizzo del suddetto personale, nell’ambito della provincia di residenza e in incarichi adeguati al ruolo e al grado rivestito”.
In pratica personale militare che va in pensione si mette a disposizione per lavorare ulteriori 5 anni, potendo essere accorpato anche ad uffici della pubblica amministrazione, di solito enti dello stesso comune di residenza.
In questo modo al militare viene aggiunta alla pensione gran parte dei soldi in meno che guadagna, rispetto a un suo parigrado che è ancora operativo nelle forze armate. Cioè continua a lavorare, però in Comune, e percepisce pensione e ulteriore indennità.
Ciampino ne ‘approfitta’
Il Comune di Ciampino ha colto al volo il fatto che tre (ex) militari si sono messi a disposizione e li ha “arruolati”, per il momento solo fino a dicembre 2026.
Riporta infatti la Determinazione n. 94 dello scorso 5 febbraio, avente per oggetto “Utilizzo personale militare collocato in posizione di ausiliaria “:
sono pervenuti i decreti di rinnovo di richiamo in servizio per l’intero anno 2026, senza assegni, per le esigenze del Comune di Ciampino nei riguardi di n. 3 unità
dislocate rispettivamente:
-
n. 1 unità Settore IV in line – Servizio CEDI;
-
n. 1 unità Settore IV in line – Servizio Lavori Pubblici;
-
n. 1 unità Settore I in line – Servizi Demografici;
Il contesto: uffici sotto pressione e ricerca di soluzioni rapide
Negli enti locali, il punto non è solo “quante persone” lavorano, ma quanto regge la macchina amministrativa: informatizzazione che accelera (e a volte inceppa), sportelli che devono rispondere a bisogni crescenti, uffici tecnici chiamati a far convivere programmazione e urgenze.
In questo quadro, l’ausiliaria diventa una scorciatoia legittima: porta dentro risorse già formate, con un meccanismo più rapido rispetto alle assunzioni tradizionali. Il Comune, però, si gioca tutto sulla qualità degli incarichi e sull’integrazione reale nei team.
La regia politica e chiara. Ora si aspettano i risultati
La Determinazione del 2026 non nasce nel vuoto: richiama una scelta già tracciata dalla Giunta comunale nel 2023 e la inserisce nel percorso amministrativo dell’attuale maggioranza guidata dalla sindaca Emanuela Colella.
È una soluzione che, politicamente, comunica due messaggi: “rafforziamo i servizi senza gravare sul bilancio” e “mettiamo competenze disciplinate e strutturate in punti sensibili dell’ente”.
Il nodo, inevitabile, è come questa scelta dialoghi con la programmazione del personale ordinario e con i concorsi.
Il Comune di Ciampino prevede accordi specifici con ciascun militare per definire modalità e durata dell’incarico.
L’ausiliaria può essere un tampone intelligente, ma il banco di prova vero sarà il bilancio finale: sportelli più rapidi, pratiche meno arretrate, sistemi più stabili. Se succede, l’esperimento farà scuola, altrimenti rischia solo di resterà un titolo ad effetto.
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