Il Municipio ha concesso il via libera alla modifica “leggera” della convenzione per permettere la cessione diretta di cinque cabine elettriche (e delle aree attorno) al gestore della rete, necessarie a tal fine.
Un passaggio piccolo nei numeri, ma decisivo per far partire davvero la macchina del maxi cantiere edile. L’avvio delle ruspe è atteso entro l’inizio della prossima primavera, quindi entro le prossime settimane.
Nella stessa zona, è prevista anche la realizzazione di una nuova superstrada che collegherà questo nuovo quartiere residenziale – e più in generale l’aeroporto di Pratica di Mare – a via Vaccareccia.

Già deciso il nome delle strade
L’intervento edile di grande rilevanza riguarda l’ex complesso Banci Sud, a ridosso dell’Aeroporto militare di Pratica di Mare, in località Monte D’Oro.
Un vuoto industriale che da anni pesa sul paesaggio e sulla viabilità.
Qui il programma di riconversione prevede demolizioni e nuove costruzioni residenziali, con spazi pubblici e verde.P revista una cubatura residenziale equivalente a oltre un centinaio di appartamenti.
In un atto recente, la Giunta di Pomezia ha perfino definito la toponomastica delle nuove strade e aree, segnale tipico di un intervento che non è più “solo sulla carta”.
I nomi scelti sono legati alla storia dell’aviazione:
- Via Guglielmo Biffani,
- Via Pier Paolo Racchetti,
- Via Alberto Nassetti,
- Via Mariangela Valentini,
- Parcheggio Francesco Baracca,
- Parcheggio Arturo Ferrarin
- Parco Umberto Maddalena.
Volumi, case sociali e opere: cosa promette l’accordo con il privato
Il perno operativo resta la convenzione con Pratica di Mare Green S.R.L..
Il privato realizza le opere primarie (strade interne, parcheggi, reti, illuminazione) e il Comune di Pomezia ottiene dotazioni e compensazioni.
Le ricostruzioni fin qui pubbliche parlano di 14.600 metri cubi di edilizia privata e 8.400 metri cubi destinati all’edilizia sociale, oltre a una monetizzazione da circa 2,9 milioni di euro collegata alla viabilità e alle connessioni con le grandi arterie.
Il messaggio, per il lettore, è semplice. Non è solo “nuove case”, ma una partita di infrastrutture e servizi che ridisegna un’area strategica.
Il contesto: un progetto lungo quindici anni, tra stop e rilanci
Questa storia non nasce oggi. Il programma viene da lontano ed è stato approvato a livello regionale già nel 2012 dalla Regione Lazio, ma ha vissuto anni di rallentamenti prima di tornare a correre.

Con l'implantologia computer guidata, alternativa meno invasiva alla classica
Nelle cronache locali il rilancio viene collocato nella fase commissariale successiva alla caduta dell’amministrazione guidata da Adriano Zuccalà e prima dell’elezione della sindaca Veronica Felici.
Oggi, l’atto sulle cabine elettriche racconta che il progetto è entrato nella fase più concreta. Quella in cui si chiudono i “dettagli” che, spesso, fanno slittare i cantieri.
Dal progetto alla realtà: perché questa determina conta più di quanto sembri
A prima vista, parlare di cabine elettriche non fa rumore.
Ma nelle trasformazioni urbane sono proprio questi passaggi a segnare il cambio di passo: se la rete non viene presa in carico, gli allacci non partono. Se gli allacci non partono, il quartiere resta un guscio.
Non a caso, già nel 2024 risultano atti regionali legati alle opere di urbanizzazione riconducibili al programma sull’ex Banci Sud. Un’indicazione ulteriore che la macchina autorizzativa e tecnica si è mossa davvero.
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