Un intervento da circa 5,5 milioni di euro, finanziato con fondi regionali, che per l’amministrazione pontina rappresenta una scelta non più rinviabile, mentre per altri enti rischia di produrre effetti collaterali pesanti sul delicato equilibrio del litorale più a sud, in particolare sulla spiaggia di Sabaudia.
Le opere rigide previste dal progetto di Latina, secondo i critici, potrebbero accentuare l’erosione proprio nel tratto di costa immediatamente successivo, uno dei più pregiati dal punto di vista ambientale e paesaggistico, tutelato dal Parco del Circeo.
Una preoccupazione che ha spinto la Regione Lazio a chiedere chiarimenti tecnici e integrazioni istruttorie, aprendo un confronto che resta però tutt’altro che risolto.
La Regione Lazio contro la Regione Lazio
Lo scorso mercoledì 4 febbraio è avvenuto un vero e proprio cortocircuito amministrativo in Regione Lazio e a subirne le conseguenze è stato proprio il Comune di Latina.
Quella mattina, infatti, amministratori e dirigenti del Comune di Latina erano in collegamento video che gli uffici della Regione Lazio che stavano spiegando appunto a Latina che il progetto dell’installazione di pennelli per combattere l’erosione della costa era ben visto dalla Regione e sicuramente il finanziamento sarebbe andato a buon fine.
Nello stesso preciso momento il nostro giornale pubblicava questo articolo:

Per chi volesse rileggere l’articolo: La Regione “boccia” Latina sul progetto da 5,5 milioni per salvare le spiagge. Il Comune: si va avanti
La notizia era deflagrata come una bomba tra i partecipanti alla riunione.
Possiamo solo immaginare lo stupore di entrambe le parti collegate in videoconferenza. Il Comune di Latina che chiedeva spiegazioni, gli addetti della Regione Lazio che cadevano dalle nuvole….
Eppure Il Caffè non aveva inventato la notizia, anzi aveva pubblicato anche la lettera su carta intestata della Regione Lazio, dove lo stesso ente esprimeva:
“serie perplessità sul piano, evidenziando possibili impatti negativi su habitat e specie protette dei vicini Siti Natura 2000, tra cui la Zona di Protezione Speciale “Parco Nazionale del Circeo” e la Zona Speciale di Conservazione “Dune del Circeo”.
E la Regione Lazio arrivava anche a suggerire di cambiare il piano sostituendolo con un altro già presentato, ma in precedenza bocciato.
Un sorriso più radioso col "Trattamento illuminante" in un solo appuntamento
Per un attimo era stato il caos. Poi si era capito che nessuno era ‘impazzito’. Semplicemente 2 differenti uffici della Regione Lazio avevano dato 2 differenti pareri.
Il Comune di Latina: “Si va avanti”
Ora la questione va senz’altro risolta prima all’interno degli uffici regionali, ma il Comune di Latina ha deciso di non restare ad aspettare e ha preso posizione.
Dal Comune di Latina, infatti, la linea resta ferma. L’assessore Gianluca Di Cocco interviene per «ristabilire un quadro corretto dei fatti» e respingere l’idea di uno stop o di una bocciatura del progetto.
«Il progetto del Comune di Latina non è stato bocciato né bloccato», chiarisce. «La Regione Lazio ha richiesto esclusivamente chiarimenti tecnici e integrazioni istruttorie, in particolare in relazione ai pennelli rigidi previsti dal progetto».
Chiarimenti che, assicura l’assessore, sono già in preparazione e non implicano un cambio di strategia:
«Si tratta di chiarimenti, non di una riscrittura del progetto né di un cambio di impostazione. Su questo punto non devono essere alimentate ambiguità o letture strumentali».
Una presa di posizione che segna una distanza netta rispetto alle osservazioni arrivate da Sabaudia e dal Parco, improntate invece a una visione più prudente e di lungo periodo della dinamica costiera.
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Interventi urgenti
Di Cocco insiste sull’urgenza dell’intervento e sul peso dei ritardi accumulati negli anni.
«Ogni stagione trascorsa senza interventi strutturali ha significato arretramento della linea di riva, perdita di arenile, esposizione crescente di stabilimenti, infrastrutture e abitazioni all’azione del mare».
E aggiunge:
«Oggi ci troviamo a dover intervenire in condizioni peggiori rispetto al passato, proprio perché per troppo tempo si è rinviato. Altro tempo da perdere non ce n’è».
A rafforzare la posizione del Comune di Latina c’è anche il fattore finanziario.
«Il finanziamento regionale ha scadenze precise – avverte l’assessore -. Se l’intervento non verrà avviato entro il 2026, esiste il rischio concreto di perdere definitivamente le risorse stanziate».
Una prospettiva che, secondo Di Cocco, avrebbe conseguenze «devastanti non solo dal punto di vista ambientale, ma anche economico e sociale», colpendo turismo, attività balneari e indotto.
I dubbi di Sabaudia? Legittimi, ma…
Quanto alle critiche sul possibile impatto dei pennelli sulla costa di Sabaudia, l’assessore le liquida come valutazioni legittime ma non dirimenti:
«Le riflessioni teoriche o di lungo periodo sulla gestione integrata delle coste non possono trasformarsi in un alibi per bloccare un progetto finanziato, approvato e ormai maturo». E ribadisce: «La Regione ha chiesto chiarimenti, non l’abbandono dei pennelli».
Il confronto istituzionale resta aperto, ma il messaggio che arriva da Latina è chiaro: la città non intende arretrare.
«Siamo di fronte a un bivio – conclude Di Cocco -: o si avvia l’intervento entro il 2026, oppure Latina rischia di perdere risorse fondamentali e di subire danni irreversibili. La costa ha già pagato troppo il peso dei ritardi. Ora è il tempo delle decisioni e dei fatti».
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