Il progetto compare nelle carte approvate dalla Giunta di Pomezia a fine 2025 nell’ambito del Piano triennale 2026–2028 delle Opere Pubbliche per la “realizzazione di un nuovo ponte carrabile sul fosso dell’Orfeo”.
In pratica: non è un’idea generica, ma un investimento su cui si punta realmente, con un budget già stabilito a un anno preciso. In realtà era presente anche nel precedente piano triennale che prevedeva la sua realizzazione nel 2025, ma l’opera non è stata realizzata e ora il Comune di Pomezia ci riprova nel 2026.

Chi mette i soldi?
Il problema che si frappone alla immediata realizzazione dell’opera è quasi certamente quello del reperimento dei fondi.
Per un’opera così grande, dal costo di 2 milioni di euro, non si può fare affidamento su un esborso a carico delle casse comunale. Il Comune di Pomezia sta certamente cercando le risorse in bandi dei Ministeri o della Regione Lazio.
Il fatto che il progetto sia slittato di un anno è probabilmente dovuto proprio al mancato reperimento delle somme occorrenti.
È importante, comunque, che il Comune di Pomezia abbia reinserito l’opera nel nuovo Piano triennale 2026-2028, segno che ritiene quel ponte una infrastruttura fondamentale per migliorare la viabilità tra i due comuni confinanti.
Dove nasce l’opera: un fosso piccolo, un nodo grande
Il fosso dell’Orfeo non è un “fiume” da cartolina, ma un corso d’acqua minore che attraversa la piana di bonifica di Campo Jemini e arriva a mare.
È uno di quei tagli nel territorio che, in pianura costiera, diventano barriere quotidiane quando devono essere superate da auto, bus, mezzi di servizio.
Mettere lì un nuovo attraversamento significa cucire due città che oggi, spesso, si sfiorano ma non dialogano davvero.
Oltre al tema del reperimento fondi, la partita vera sarà nella progettazione: carreggiata, sicurezza idraulica, inserimento urbano.
Non essendo stato reso pubblico il progetto, né la finalità esatta per cui è pensato, possiamo solo ipotizzare che il ponte dovrebbe tracciare un collegamento tra via Forlì (Ardea) e via Polonia (Torvaianica). Poco più a nord dell’attuale ponte con cui l’Ardeatina scavalca la foce del Fosso dell’Orfeo.

Naturalmente, questa è una nostra ipotesi, anche se non vediamo motivazioni per pensarlo in un altro punto. Sapremo tutto quando verrà reso noto il progetto.
I nuovi ponti di Torvaianica
Chi segue Il Caffè lo sa: negli ultimi mesi si è parlato spesso di nuovi attraversamenti sui canali di Torvaianica.
Il nostro giornale ha già raccontato dell’avvio dei progetti su via Rumenia, con i ponti previsti sui fossi Fosso di Pratica di Mare e Fosso della Crocetta, indicati come opere capaci di “rivoluzionare” la viabilità.
Sul ponte della Crocetta, in particolare, nelle ultime settimane l’iter è entrato nella fase più concreta: prima ancora del cantiere, sono in corso indagini tecniche (georadar) per evitare interferenze nel sottosuolo e blocchi successivi.
È un dettaglio che pesa, perché spiega come questi progetti oggi si giochino anche sulla prevenzione degli imprevisti: tubazioni, sottoservizi, sorprese che possono far lievitare tempi e costi. È il tipo di “anticipo” che distingue un’opera che parte da una che si impantana.
La regia economica: priorità, tagli e una città che sposta risorse
Dentro lo stesso pacchetto di scelte amministrative c’è anche un messaggio politico più ampio: l’ente sta riposizionando risorse e priorità per non perdere treni di finanziamento e tenere in piedi più cantieri possibili.
Non solo ponti, dunque, ma una strategia che prova a mettere insieme mobilità, scuole e opere pubbliche senza trasformare ogni intervento in un eterno “annuncio”. Il ponte sull’Orfeo, con quei 2 milioni sul 2026, entra esattamente in questa logica: programmare adesso per non lasciarsi scappare occasioni che difficilmente si ripetono.
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