La novità più concreta arriva dagli atti: è stato affidato il collaudo statico al tecnico Pierluca Zucconi, con un incarico da 17.mila euro circa. È un passo che di solito si attiva quando il cantiere è entrato nella fase avanzata e deve avvicinarsi alla chiusura.
Non solo fitness: qui si lavora anche sulla sicurezza
L’intervento non è un semplice “parco attrezzi”.
L’obiettivo dichiarato è duplice: da un lato creare un percorso per sport e benessere, dall’altro mettere in sicurezza un tratto delicato del versante di via del Perino.
La presentazione ufficiale del progetto parla di cinque piazzole attrezzate, arredo urbano e soprattutto quattro barriere paramassi lungo il cratere del lago: un mix pensato per riportare fruibilità dove per anni si è parlato di rischi e chiusure.
Via del Perino: una strada simbolo (chiusa dal 2016)
Il tratto interessato, Via del Perino, è diventato quasi un “simbolo” locale: la riapertura, nelle intenzioni, dovrebbe consentire un accesso dedicato a pedoni e ciclisti verso il lago, in sicurezza e nel rispetto del contesto naturale.
L’area, negli ultimi anni, ha visto crescere la frequentazione di runner e camminatori, anche per eventi sportivi tradizionali che passano su quel tracciato. Insomma: non è solo un’opera “bella”, ma un tassello di connessione tra centro abitato e lago.
Vincoli ambientali: niente luci notturne, meno impatto possibile
C’è poi un elemento che distingue questo progetto da molti altri: l’idea di un impianto sportivo “naturalistico” con limiti stringenti.
Già nelle prime comunicazioni era emerso che, su indicazioni del Parco dei Castelli Romani, l’area non dovrebbe avere illuminazione notturna per non disturbare la fauna, e l’allestimento delle piazzole deve evitare nuove “ferite” nel bosco (niente ampliamenti, niente movimenti di terra che alterino la vegetazione).
È una promessa di sostenibilità che, però, rende anche più delicata la fase realizzativa.
Apertura in primavera? La finestra c’è, ma dipende da due condizioni
La domanda che gira è inevitabile: si inaugura in primavera? La risposta più onesta è: possibile, ma non automatico.
Perché il collaudo statico è una tappa decisiva, ma non l’unica. Servono completamenti, verifiche e chiusure formali di fine lavori. E soprattutto, al momento, l’amministrazione locale ha ricordato che l’area resterà interdetta al transito fino alla conclusione dei lavori: un segnale che invita alla prudenza sui tempi.
Con l'implantologia computer guidata, alternativa meno invasiva alla classica
Se i collaudi scorrono senza intoppi e non emergono criticità, la primavera può diventare una finestra realistica. Ma il calendario, in cantieri così, lo decide sempre l’ultimo miglio.
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