Una arteria pensata come cerniera tra l’area della Pontina e l’asse dell’Ardeatina, tra l’abitato di Pomezia e la stazione ferroviaria di Santa Palomba. La “voce” in programmazione parla chiaro: costo previsto 46.749.000 euro.
Una strada-cerniera tra pendolari e area industriale
L’opera era già presente anche nell’elenco del precedente piano triennale di Pomezia, ma non essendo stato avviato l’iter è stata ora riproposta nel nuovo Piano triennale 2026-2028.
L’idea di fondo è sempre la stessa: creare un collegamento più diretto tra la zona di Pomezia e l’area di Santa Palomba, intercettando i flussi di pendolari e traffico produttivo.

Il fatto che per la superstrada sia stato previsto un livello di Priorità pari a “1” e la somma relativa alla stima dei costi sia stata riportata di competenza all’anno 2026, indica l’importanza che la giunta pometina dà a questa realizzazione.
Il precedente del 2013: i fondi “TAV” e la scadenza 2016
La storia, però, non nasce oggi.
Nel 2013 il progetto era già emerso, una prima volta: venne firmato un accordo che impegnava Rete Ferroviaria Italiana a finanziare i Comuni per opere previste da un Accordo di programma del 2003 con Regione Lazio, Ferrovie dello Stato e TAV S.p.A..
Per il collegamento Pomezia–Santa Palomba si parlava di 19,5 milioni, erogati in tranche fino al 31 dicembre 2016, data indicata anche come termine per realizzare l’opera.
Nel racconto del progetto originario, la strada si sviluppa per circa 7 chilometri, innestandosi verso la Pontina in prossimità della zona Lavin e arrivando fino al polo industriale di Santa Palomba.
L’obiettivo è alleggerire alcuni percorsi oggi più tortuosi e ridurre i colli di bottiglia su direttrici già sotto pressione.
Il progetto del 2013: due lotti, rotatoria e pista ciclabile
Il progetto del 2013 riportava una situazione articolata in due lotti:
- un primo tratto Pontina-Laurentina: si parte dalla Pontina vecchia, all’altezza del sottopasso di via Tre Cannelle e si raggiunge la Laurentina in zona Santa Procula;
- un secondo tratto dalla Laurentina verso Santa Palomba: la superstrada scavalca la Laurentina con un cavalcavia e poi, attraverso la campagna, raggiunge la zona industriale di Santa Palomba.
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L’idea era anche quella di agganciarla, con un apposito svincolo alla futura autostrada Roma-Latina.
C’era anche un elemento-simbolo: una rotatoria all’altezza dello stabilimento Barilla, da adeguare alla viabilità nei due sensi, con connessioni verso via Cesare Fiorucci e l’Ardeatina.
Nel progetto, inoltre, la strada era pensata con una pista ciclabile affiancata: un dettaglio che, oggi, diventerebbe ancora più centrale in qualunque progetto aggiornato.
Perché oggi “costa” molto di più
Tra il 2013 e l’orizzonte 2026 la cifra cambia però drasticamente: da 19,5 milioni di euro a 46,7 milioni di euro.
L’atto comunale non entra nel merito delle ragioni di questo salto, ne dell’ente che finanzierà tale spesa considerevole, ma il segnale è evidente: o il perimetro dell’intervento è cresciuto, oppure nel tempo sono aumentati i costi di realizzazione e gli standard richiesti (materiali, sicurezza, compensazioni, espropri, adeguamenti progettuali).
In altre parole: la superstrada non torna semplicemente “in vita”, torna in un contesto economico e tecnico molto più pesante.
La voce da 46,7 milioni che riaccende il dossier
Il dato più rumoroso è la somma impegnata: 46,7 milioni. È l’ammontare indicato per la “Costruzione strada – collegamento stabilimento Lavin–Santa Palomba”, una somma che, da sola, fotografa la portata dell’intervento e alza immediatamente la posta politica.
Perché l’opera rientri davvero tra i cantieri e non resti un titolo in un elenco, serviranno passaggi successivi e coperture solide: ma l’effetto, intanto, è quello di un ritorno ufficiale in agenda, con una scadenza temporale già scritta: 2026.
Il nodo vero: cantieri o promessa che torna ciclicamente?
Il punto, adesso, è capire se il collegamento Lavin–Santa Palomba resterà l’ennesimo annuncio di questa superstrada o diventerà un progetto con coperture e calendario credibile.
Per i cittadini la domanda è semplice: dopo tredici anni di attese e rilanci, questa strada sarà finalmente un alleggerimento concreto per pendolari e imprese, o l’ennesimo dossier che riappare a ogni stagione amministrativa?
La risposta starà nei prossimi atti, ma intanto una cosa è certa: la partita è ripartita e il conto continua a crescere.
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