Tradotto: dopo le feroci polemiche politiche degli scorsi mesi-settimane, l’Amministrazione guidata dal sindaco Gianluca Staccoli ha deciso di tirare dritta per la sua strada, con l’avvio dei lavori.
Non siamo più nel terreno delle intenzioni, ma in quello delle opere che avanzano e delle risorse che vengono messe a terra.
Il progetto punta a far nascere la struttura scolastica nell’area dove un tempo sorgeva l’isola ecologica di via delle Cerquette. Siamo nel tratto di strada tra il PalaKilgor e la famosa ‘sbarra’ del consorzio di Monte Gentile.

La fotografia del cantiere: numeri e stato di avanzamento
La Determina numero 174 del Comune di Ariccia evidenzia che i lavori contabilizzati fino al 21 gennaio 2026 raggiungono un valore complessivo superiore ai 321mila euro (al netto dell’IVA), la tranche appena liquidata per l’avvio del cantiere supera i 124mila euro complessivi.
Si tratta della seconda rata riconosciuta all’impresa. Un passaggio che serve a mantenere regolare il ritmo dell’opera e a evitare rallentamenti.
Il finanziamento complessivo è di 1,08 milioni di euro e rientra nel programma di potenziamento dei servizi per l’infanzia.
Tutto veloce (sembra quasi di non essere in Italia!)
Tutto si sta muovendo molto velocemente.
Basti pensare che l’avviso pubblico nazionale denominato “PNNR, Missione 4 – Istruzione e Ricerca – Componente 1 – Potenziamento dell’offerta dei servizi di istruzione: dagli asili nido alle Università” che stanziava appunto fondi per le strutture del settore scuola, risale a maggio 2024.
Il Comune di Ariccia aveva allora deciso di partecipare col suo progetto “Polo scolastico Ariccia Nord“.
Dopo un anno era stata pubblicata la graduatoria e Ariccia risultava tra i comuni ‘vincenti’.
Siamo alla fine di maggio 2025 e tutto è iniziato a muoversi ancora più velocemente.
Entro luglio è stato infatti affidato il progetto esecutivo e la direzione dei lavori allo studio AM7+, mentre a settembre 2025 sono stati affidati i lavori alla ditta Prima Base Srl di Napoli.
Una velocità importante, perché in questo tipo di interventi il rispetto delle scadenze è parte integrante della credibilità dell’amministrazione. Il fine lavori è atteso per la metà del 2027.
Primavera: la fase in cui “si vedrà” davvero la nuova scuola
Se l’inverno è stato il tempo delle prime lavorazioni e delle verifiche tecniche, la primavera diventa ora la stagione decisiva sul piano visivo e politico.
Quella in cui il quartiere inizierà a vedere concretamente cambiare l’area e a misurare l’impatto reale del progetto che prevede la perdita dell’isola ecologica.
È qui che l’operazione assume anche un valore simbolico: un luogo legato per anni alla gestione dei rifiuti che viene convertito in un presidio educativo.
E l’accelerazione sui pagamenti va letta proprio come la volontà di non spezzare la continuità del cantiere nel momento in cui può “fare la differenza”.
Da ecocentro ad asilo: il cambio di destinazione che divide
Il punto nevralgico è via delle Cerquette e la sua icola ecologica, una zona che per molti residenti ha rappresentato un servizio pratico e quotidiano, mentre per altri è stata un elemento di criticità ambientale e di decoro.
La scelta di trasformare quell’area in un polo per l’infanzia è stata presentata come una risposta a un bisogno crescente: aumentare l’offerta di posti nido e modernizzare le strutture.
Ma proprio perché nasce su un terreno già carico di significati e abitudini, la decisione ha inevitabilmente generato reazioni contrastanti. Diventando una delle linee di frattura più evidenti della politica locale.
Il retroscena: la battaglia in Consiglio e la spinta dell’opposizione
L’opposizione ha più volte chiesto di lasciare al suo posto l’isola ecologica, contestando l’opportunità della scelta e sollevando dubbi sul costo sociale della chiusura del servizio.
La tensione è arrivata anche nelle aule istituzionali, con interrogazioni e iniziative politiche mirate a rallentare o rimettere in discussione l’intervento.
Da una parte, la maggioranza ha tenuto la barra dritta sostenendo la necessità di non perdere i fondi e di cogliere un’occasione irripetibile per l’infanzia; dall’altra, la minoranza ha insistito su un punto: un quartiere non può “pagare” in termini di servizi ciò che riceve in termini di opere, e la partita va gestita senza lasciare strascichi.

Il nodo rifiuti resta sullo sfondo: una partita ancora aperta
Anche mentre il cantiere appare ormai un dato certo, il tema rifiuti continua a pesare.
Perché l’asilo non cancella automaticamente le domande pratiche: dove conferire ora? Quali alternative sono state predisposte? Come cambia la quotidianità per famiglie e anziani che usavano l’ecocentro?
È su questo equilibrio, tra nuovo servizio educativo e riorganizzazione di quelli ambientali, che si giocherà una fetta importante del consenso.
La sensazione è che la primavera non porterà solo cemento e impalcature, ma anche un verdetto politico: se la raccolta porta a porta di quell’area nord della città verrà potenziata l’intero progetto verrà percepito come vero guadagno collettivo, al contrario, come una scelta calata dall’alto.
E si potrà capire se l’intero bilancio sociale dell’operazione è positivo o negativo.






















