Da una parte c’è il Comune e la soddisfazione di poter rinforzare la macchina amministrativa senza gravare sulle tasche dei cittadini di Ciampino e chi plaude all’iniziativa, dall’altra c’è chi, come la Federcontribuenti Roma, vede invece una scelta che denota incapacità di affrontare i problemi della pubblica amministrazione in maniera strutturale.
Secondo la denuncia di Federcontribuenti Roma, infatti, dietro il miraggio del risparmio a “costo zero”, il Comune di Ciampino starebbe rinunciando a costruire una burocrazia civile moderna, preferendo una gestione emergenziale che somiglia pericolosamente a un commissariamento di fatto.
È questo, in pratica, quanto l’associazione di tutela di consumatori e cittadini scrive in una nota stampa giunta in redazione dalla email del Vicepresidente di Federcontribuenti Romolo Martelloni.
La scorciatoia dei “gradi” nei corridoi comunali
Secondo Federcontribuenti il Comune di Ciampino ha deciso: per far girare le rotelle della macchina amministrativa, non servono nuovi concorsi o investimenti sul capitale umano, ma la “disciplina” delle Forze Armate.
L’innesto di tre unità militari in uffici nevralgici come l’Anagrafe, l’Informatica e i Lavori Pubblici viene presentato come un colpo contabile.
Ma la realtà che emerge, secondo Martelloni, sarebbe ben diversa: il sintomo di un’istituzione debole che, incapace di rigenerarsi attraverso i canali ordinari, si affiderebbe a un “prestito” ministeriale.
Federcontribuenti è netta nel definire questa scelta come una “scorciatoia” che rischia di “indebolire l’identità stessa della macchina amministrativa civile”.
Il miraggio del costo zero e la resa politica
“Vendere l’operazione – scrive Federcontribuenti – come un risparmio per le casse pubbliche è un esercizio di retorica che nasconde una verità amara”. Se da un lato il bilancio comunale non sborsa un euro per gli stipendi — coperti dal Ministero della Difesa tramite l’istituto dell’ausiliaria — dall’altro la città paga un prezzo altissimo in termini di identità”.
Come sottolineato nel comunicato di Federcontribuenti, utilizzare personale militare per compiti amministrativi interni rischia di essere solo una “pezza calda su un problema strutturale: la carenza di organico e, soprattutto, la mancanza di aggiornamento”.
“Un Comune che non assume e non forma i propri civili – taglia corto l’associazione che tutela i consumatori – è un ente che ha smesso di programmare il proprio futuro.
Competenze “prestate” e uffici in trincea
In sostanza, gestire l’anagrafe o i sistemi informatici di una città non è una questione di ordine o presenza, ma di competenze tecnico-giuridiche specifiche.
La preoccupazione principale è – per Federcontribuenti – che, dietro l’alibi dell’efficienza, si nasconda “una rinuncia a investire in competenze civili specializzate e in una programmazione seria del personale”.
Per Federcontribuenti, infatti, i cittadini hanno pieno diritto a interagire con “uffici pubblici gestiti da professionisti formati specificamente per quelle funzioni, e non da personale ‘prestato’ che, per quanto disciplinato, appartiene a una carriera con obiettivi e formazione del tutto diversi”.
La fuga verso il centro e il declino locale
Perché Ciampino deve ricorrere ai militari? La risposta sta nel drammatico divario che separa i piccoli Comuni dai giganti della PA centrale.
La grave carenza di organico negli Enti Locali è alimentata da una disparità che spinge il personale verso le amministrazioni centrali alla ricerca di migliori condizioni retributive.
In questo scenario, il Dipartimento della Funzione Pubblica appare come un organo indebolito. L’analisi di Federcontribuenti Roma è graffiante: l’iniziativa, più che una soluzione strategica, appare come una “soluzione commissariale“, figlia di una politica che non riesce più a rendere attrattivo il lavoro nel settore pubblico locale.
Un futuro incerto tra stelle e scrivanie
In definitiva, “quella di Ciampino non appare – per Federcontribuenti – come una scelta lungimirante. Un Ministero strategico come quello della Difesa non può, e non dovrebbe, trasformarsi in un sostituto del Ministero della Pubblica Funzione.
Quando l’uniforme entra nei corridoi del Comune per gestire la carta d’identità o il rifacimento di un marciapiede, significa che la politica ha preferito il “tampone” alla cura.
Critica giusta o esagerata? La vostra opinione
Un giudizio piuttosto pesante, dunque, quello di Federconsumatori. C’è chi però ci vede soltanto un pretesto (anche piuttosto ‘forzato’) per attaccare politicamente la Giunta Colella, e chi trova invece giuste le critiche riportate dall’associazione.
Potete farvi una opinione diretta, leggendo l’articolo de Il Caffè e l’intero comunicato di Federconsumatori, che riportiamo:
CON ARRUOLAMENTO MILITARI IN COMUNE, LA CITTA’ DI CIAMPINO SI INDEBOLISCE ISTITUZIONALMENTE
L’iniziativa del Comune di Ciampino di reclutare tre militari a “costo zero” viene presentata come una vittoria dell’efficienza e del risparmio, ma a guardare bene solleva questioni profonde che non possono essere ignorate. Il nodo centrale è che un Ministero strategico come quello della Difesa non può, e non dovrebbe, trasformarsi in un sostituto del Ministero della Pubblica Funzione.
Scegliere la strada dell’ausiliaria per coprire uffici nevralgici come l’informatica, i lavori pubblici o l’anagrafe somiglia molto a una “scorciatoia”. Se da un lato il Comune risparmia sulle carte, dall’altro si rischia di indebolire l’identità stessa della macchina amministrativa civile. La Pubblica Amministrazione non è solo una questione di “presenza” o di “ordine”, ma di competenze tecniche, giuridiche e burocratiche specifiche che appartengono a un percorso professionale civile ben definito.
Utilizzare personale militare per compiti amministrativi interni rischia di diventare una “pezza calda” su un problema strutturale: la carenza di organico e, soprattutto, la mancanza di aggiornamento. La vera sfida non si vince “importando” personale da altri comparti dello Stato, ma investendo seriamente sulle persone che già lavorano negli uffici comunali.
Invece di affidarsi a soluzioni temporanee, la priorità dovrebbe essere una formazione costante e di alto livello per il personale dipendente.
Solo attraverso la valorizzazione delle risorse interne e l’ingresso di nuove professionalità tramite i canali ordinari della Funzione Pubblica si può costruire una struttura solida, capace di dialogare con i cittadini e di gestire la complessità dei servizi moderni.
In fondo, l’efficienza di un Comune non si misura solo dal risparmio immediato in bilancio, ma dalla capacità di far crescere le proprie competenze interne per garantire servizi che durino nel tempo, ben oltre la scadenza di un comando o di un richiamo in servizio.
È opportuno ricordare che il Dipartimento della Funzione Pubblica, diversamente da altri dicasteri, opera senza portafoglio nell’alveo della Presidenza del Consiglio.
Appare dunque necessario, seguendo il precedente del Ministero del Turismo, trasformarlo in un Ministero con autonomia di spesa.
La grave carenza di organico negli Enti Locali è infatti alimentata dal divario economico e normativo rispetto al resto della PA; tale disparità spinge il personale verso le amministrazioni centrali (come l’Agenzia delle Entrate o delle Dogane e Monopoli), alla ricerca di migliori condizioni retributive e professionali.
Per questo motivo l’iniziativa del comune di Ciampino più che “soluzione strategica” appare una “soluzione commissariale”.
Federcontribuenti richiede chiarimenti urgenti sull’iniziativa, sottolineando come l’utilizzo di personale della Difesa per coprire vuoti amministrativi non possa diventare la prassi.
La preoccupazione principale è che, dietro il miraggio del “costo zero”, si nasconda una rinuncia a investire in competenze civili specializzate e in una programmazione seria del personale.
Per Federcontribuenti, i cittadini hanno diritto a uffici pubblici gestiti da professionisti formati specificamente per quelle funzioni, e non da personale “prestato” che, per quanto disciplinato, appartiene a una carriera con obiettivi e formazione del tutto diversi.
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