Il Comune ha aperto ufficialmente la fase in cui raccoglie proposte, idee e disponibilità di chi è pronto a investire e gestire l’impianto, con l’obiettivo di riportarlo a una piena funzionalità.
È la prima mossa concreta verso un affidamento vero e proprio: una “chiamata” al mercato e al territorio per capire quali soluzioni siano realistiche e sostenibili.
La ‘chiamata’ del Comune di Grottaferrata durerà trenta giorni, scadrà quindi l’11 marzo.
Possono partecipare anche soggetti privati/operatori economici, oltre a ASD/SSD (società e associazioni sportive) affiliate a federazioni/enti riconosciuti e a enti del Terzo settore o altri soggetti pubblici/privati interessati alla riqualificazione e gestione dell’impianto.
La notizia: parte la consultazione che prepara la ripartenza
La novità è che l’amministrazione guidata dal sindaco Mirko Di Bernardo mette nero su bianco l’intenzione di non lasciare più l’impianto nel limbo. Non si tratta ancora della gara che assegna lavori e gestione, ma di una fase preliminare decisiva.
Il Comune di grottaferrata chiede a società sportive, associazioni, operatori e realtà del territorio di farsi avanti con proposte credibili.
Si tratta di scegliere un percorso che funzioni davvero, evitando progetti irrealizzabili o gestioni fragili che riporterebbero tutto al punto di partenza.
Il centro sportivo e perché conta
Il “cuore” dell’operazione è l’impianto comunale dei Rogazionisti, un punto potenzialmente strategico per lo sport cittadino.
La sede indicata è via Vecchia di Velletri, a Grottaferrata: un luogo che, se rimesso in sesto, può diventare una calamita per attività sportive, eventi, corsi e programmi per giovani.
Non è solo una questione di campi e strutture: un impianto vivo significa presenza, sicurezza, socialità e una rete di servizi che ruota intorno allo sport.
Che cosa chiede davvero il Comune: idee concrete, non slogan
La richiesta è chiara: chi partecipa deve spiegare come rimettere in piedi l’impianto e con quali risorse.
Servono indicazioni sugli interventi da fare (messa in sicurezza, adeguamenti, riqualificazione), sui tempi e su una visione d’insieme che tenga insieme lavori e gestione.
In altre parole: non basta “vorremmo farlo”, bisogna dire “ecco cosa faremo, quanto costa, in quanto tempo e con quale modello”. È un filtro naturale contro proposte di facciata.
Il modello di gestione: sport di base, giovani e apertura alla città
Nel documento emerge un punto politico-amministrativo importante: l’impianto non viene immaginato come una struttura “chiusa” o elitaria, ma come spazio da rimettere al servizio della comunità.
Con l'implantologia computer guidata, alternativa meno invasiva alla classica
L’attenzione è rivolta allo sport di base, ai giovani, alla fruizione ampia e a un utilizzo che abbia anche una dimensione sociale. È un segnale che parla a molte realtà locali: associazioni sportive, enti del terzo settore, ma anche operatori capaci di tenere insieme sostenibilità economica e missione pubblica.
La partita economica: investimenti, durata e sostenibilità
Il nodo più delicato è quello dei conti.
Per rimettere in funzione un impianto serve capire chi investe, quanto investe e come rientra dell’investimento senza snaturare la funzione pubblica della struttura.
Per questo vengono richieste anche indicazioni su un possibile equilibrio tra lavori e gestione: durata del rapporto, piano economico, canoni e ricavi ipotizzabili. È qui che si misura la serietà delle proposte: un progetto può essere bellissimo sulla carta, ma se non regge economicamente rischia di naufragare.
Cosa succede adesso: sopralluogo e corsa contro il tempo
Chi vuole partecipare deve prima “guardare in faccia” la struttura: è previsto un sopralluogo obbligatorio, proprio per evitare piani costruiti senza conoscere lo stato reale dell’impianto.
Poi c’è una finestra temporale precisa: le proposte vanno presentate entro il termine indicato dall’avviso, calcolato sulla pubblicazione ufficiale.
Dopo questa fase il Comune di Grottaferrata avrà in mano una mappa delle opzioni possibili: da lì potrà scegliere la strada più solida per arrivare al vero affidamento e, finalmente, alla riapertura.
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