Una società con sede a Monza ha presentato una proposta da 84 milioni di euro per realizzare un grande sistema di accumulo di energia elettrica a litio nella zona agricola de La Cogna, alla periferia di Aprilia.
L’operazione, sottoposta all’Autorizzazione Unica della Regione Lazio, prevede la costruzione di un impianto in grado di immagazzinare energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili e rilasciarla nei momenti di maggiore richiesta, garantendo così stabilità alla rete nazionale.
Come sarà l’impianto per l’accumulo di energia de La Cogna ad Aprilia
L’area interessata, di circa due ettari, si trova tra la via della Cogna, il Fosso del Diavolo e via delle Azalee, e sarà collegata alla rete elettrica tramite una nuova sottostazione a 150 kV, che interagirà con le linee già esistenti di Terna.

Per consentire la connessione sicura e stabile, saranno realizzati anche collegamenti sotterranei e opere di ampliamento delle strutture elettriche, il tutto senza interrompere il normale flusso della rete.
Il cuore dell’impianto sarà costituito da batterie agli ioni di litio sistemate in container prefabbricati.
Le celle elettrochimiche saranno collegate tra loro in moduli, a loro volta raggruppati in unità modulari che contengono anche i sistemi di controllo e di sicurezza. L’energia accumulata sarà gestita da unità di conversione che ne permetteranno l’invio alla rete nazionale in modo efficiente, stabile e sicuro.
All’interno dei container saranno inoltre presenti impianti di ventilazione, condizionamento e sistemi antincendio, per garantire il massimo della sicurezza.
Il progetto include anche la realizzazione di infrastrutture accessorie: strade interne all’impianto, piazzole carrabili, impianti di illuminazione e videosorveglianza.
L’intera area sarà circondata da una fascia verde di mitigazione visiva con essenze autoctone, pensata per limitare l’impatto paesaggistico e favorire la biodiversità, in particolare insetti impollinatori.
Secondo la società proponente, la costruzione dell’impianto potrebbe partire subito dopo il rilascio dell’autorizzazione e durare circa diciassette mesi, compresi i collaudi e le verifiche finali.
L’intervento è concepito per integrarsi con altre realtà produttive già presenti sulla rete, pur restando di esclusivo utilizzo della società proponente.
I vantaggi degli impianti di accumulo di energia
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I BESS (Battery Energy Storage System), ovvero i sistemi di accumulo di energia a batteria come quello previsto ad Aprilia, permettono di immagazzinare l’elettricità prodotta in eccesso e rilasciarla nei momenti di picco, evitando interruzioni e riducendo la dipendenza dai combustibili fossili.
In questo modo, il sistema contribuisce a rendere più stabile e affidabile la rete elettrica nazionale, sostenendo al contempo la transizione verso un modello energetico più sostenibile.
Un impianto simile è stato progettato per essere ospitato all’interno della ex centrale nucleare di Latina.
I vantaggi per la rete elettrica degli impianti di accumulo principalmente sono due.
Innanzitutto i BESS si attivano quando c’è un guasto sulla rete e, a seconda della loro grandezza, riescono a fornire energia elettrica fino a 4 ore consecutive. Inoltre, grazie alla loro velocità di intervento, riescono anche a sopperire ai cosiddetti sbalzi di corrente.
Altro uso importante è quello di intervenire in brevi periodi di massima richiesta di energia.
Se l’utenza chiede più energia di quella prodotta dalle centrali elettriche, la soluzioni oggi è quella di dover costruire centrali più grandi per sopperire ad una richiesta che magari avviene solo per pochi minuti l’anno.
Con i BESS, ora, non c’è più bisogno di ingrandire le centrali: in quei brevi periodi di massima richiesta sopperiscono loro per l’energia che manca.
I potenziali problemi per chi abita vicino l’impianto
Come tutti gli impianti anche i BESS possono avere alcune ‘controindicazioni’, specie se la loro installazione nel territorio non è stata ben progettata.
I problemi principali che possono dare sono:
Rischio di incendio
In caso di incendio delle batterie, il pericolo principale sono i fumi che si sprigionano. Questo tipo di incendi, inoltre, è piuttosto difficile da spegnere, per cui possono durare anche diversi giorni.
Inquinamento acustico
Le centrali BESS utilizzano sistemi di ventilazione per raffreddare le batterie. I motori e le ventole dei sistemi di raffreddamento devono essere pensati in modo da non disturbare coloro che abitano nelle vicinanze, specie nelle ore notturne.
Campi elettromagnetici
Come qualsiasi infrastruttura elettrica, le centrali BESS generano campi elettromagnetici. Le centrali sono sempre studiate in modo che tali campi non raggiungano livelli che possono danneggiare la salute delle persone che vivono o lavorano nei pressi.
Valore degli immobili
Non bisogna infine non tener conto che la presenza di impianti di carattere industriale può comportare un deprezzamento del valore degli edifici residenziali ubicati nei pressi. Bisognerebbe sapere quali ‘contromisure’ il progetto prevede dal punto di vista paesaggistico.
L’iter aperto in Regione Lazio
Questo impianto è arrivato però in maniera un po’ troppo silenziosa.
L’iter è già partito quasi un anno fa ma non se ne sapeva nulla. Tutti gli atti sono sul sito della Regione Lazio, è vero: ma perché il Comune di Aprilia non ha sentito l’esigenza di informare i cittadini?
























