Per il Campus Biomedico infatti, dove l’uomo era stato ricoverato da maggio a dicembre 2021, il decesso sarebbe avvenuto per altre patologie. Il certificato necroscopico parla di morte per recidiva tumorale.
Secondo la famiglia dell’uomo, assistita dall’avvocato Renato Mattarelli, determinanti per la morte del congiunto sarebbero state invece le infezioni contratte durante il lungo ricovero e gli interventi chirurgici.
Si è aperto così un contenzioso legale nei confronti del Policlinico Campus Biomedico sulla reale causa del decesso. L’udienza è fissata per il 1 luglio presso il Tribunale di Roma.
L’accusa: ritardo diagnostico e interventi invasivi
Ecco ciò che dichiara l’avvocato Mattarelli, che assiste i familiari dell’uomo di Anzio nella causa contro il Campus Biomedico:
“… È vero che il paziente è entrato per una recidiva tumorale, ma è anche vero che la prima TAC registrava l’assenza di un tumore, e che solo pochi mesi dopo una seconda TAC evidenziava un tumore in stadio avanzato. Ciò significa che il referto della prima TAC era evidentemente errato! È pertanto evidente l’errore e il ritardo diagnostico della recidiva tumorale, che ha comportato una serie di interventi chirurgici invasivi che, se effettuati in fase iniziale, non avrebbero richiesto la demolizione di diversi organi…”.
La famiglia del settantenne di Anzio lamenta che dopo il primo intervento demolitivo del tumore oramai allo stadio avanzato, sono seguiti altri interventi di correzione chirurgica con perforazione intestinale e poi ancora un intervento per la riapertura della ferita chirurgica. Questi interventi invasivi avrebbero portato ad un aggravamento delle condizioni generali e alla comparsa delle infezioni che hanno condotto allo shock settico e infine alla morte.
Secondo l’avvocato Mattarelli
“… anche considerando le infezioni contratte come non idonee singolarmente a provocare la morte, è certo che la sepsi e lo shock settico hanno contribuito sensibilmente, insieme alla patologia di ricovero, a provocare il decesso del paziente…”.
Per questi motivi la famiglia del defunto ha fatto causa al Campus Biomedico. Il Policlinico dovrà difendersi in tribunale dall’accusa di errori diagnostici e chirurgici da cui sarebbero derivati le pericolosissime infezioni e lo shock settico che hanno portato alla tragica morte del settantenne di Anzio.
L’udienza davanti al Tribunale di Roma è fissata per il 1 luglio 2026.
Emergenza silenziosa: le infezioni ospedaliere
Muffa in casa? Devi agire subito. L'esperto ti spiega le cose da fare e quelle da non fare
La vicenda dell’uomo di Anzio, che lascia la moglie e due figli, riporta sotto i riflettori una questione ancora troppo sottovalutata: quella delle infezioni ospedaliere, un’emergenza sanitaria che si sta diffondendo silenziosamente in tutta Italia.
Sono centinaia di migliaia, infatti i pazienti che ogni anno contraggono infezioni dovute all’assistenza correlata ai ricoveri. Molte di queste infezioni non sono letali, come quella che ha ucciso il settantenne di Anzio, ma contribuiscono ad aggravare le condizioni di salute dei pazienti che già soffrono delle patologie per cui sono stati ricoverati.
Leggi anche: Latina, l’infezione dopo il ricovero: muore a 58 anni. Ospedale sotto processo
























