Lo ha stabilito il Tribunale di Velletri con una sentenza definitiva che attribuisce al Comune di Anzio la responsabilità dei danni subiti dai proprietari dell’immobile a seguito dell’allagamento. Ma il Comune non ci sta e ha deciso di presentare appello: non vuole essere il solo a pagare.
Il nubifragio, l’allagamento e le fogne di Anzio che non reggono
Tutto nasce dalla mattina del 10 settembre 2017. Su Anzio si abbatte un violento temporale. Le piogge sono intense. In poche ore, secondo quanto ricostruito in giudizio, la rete fognaria pubblica non regge.
Nel seminterrato dell’abitazione dei coniugi E.P. e C.F. l’acqua inizia a salire. Dal pozzetto fuoriescono liquami che, mescolati alla pioggia, invadono i locali. I danni sono ingenti. Arredi compromessi. Muri danneggiati. Impianti da ripristinare.
Seminterrato invaso dai liquami: i proprietari citano in giudizio il Comune di Anzio
Secondo i proprietari, la causa è chiara: la conduttura fognaria sarebbe stata sottodimensionata. Nella stessa rete confluivano sia le acque nere sia quelle chiare. Una situazione che, in caso di precipitazioni eccezionali, avrebbe favorito il rigurgito.
Per questo, nel marzo 2020, la coppia cita in giudizio il Comune di Anzio. La richiesta è di circa 25.900 euro per danni patrimoniali e non patrimoniali.
La decisione del Tribunale
Il procedimento arriva davanti al Tribunale di Velletri. In una prima fase, con una sentenza non definitiva del 2024, i giudici riconoscono la responsabilità del Comune di Anzio nella causazione del danno. Viene invece esclusa la responsabilità della società coinvolta nella gestione della rete fognaria del Comune di Anzio, che inizialmente era stata anche chiamata in causa.
La parola finale arriva con la sentenza definitiva n. 285 del 2026. Il Tribunale condanna il Comune di Anzio a versare ai proprietari 24.717,31 euro. A questa somma si aggiungono oltre 5mila euro di spese legali, oltre accessori, e le spese della consulenza tecnica d’ufficio.
Nel dispositivo si legge che il Comune è condannato “a versare a parte attrice l’importo di € 24.717,31 e a sostenere le spese di lite. Una decisione che chiude il giudizio di primo grado e che riconosce, in sostanza, la responsabilità dell’ente per il cattivo funzionamento della rete fognaria.
Le ragioni dei proprietari dell’immobile di Anzio danneggiato dall’allagamento
I proprietari del seminterrato invaso dai liquami hanno sostenuto che l’allagamento non fosse un evento imprevedibile, ma la conseguenza di un problema strutturale. La rete, secondo la loro ricostruzione, non era adeguata a smaltire l’acqua piovana in caso di forti precipitazioni.
Il danno, a loro avviso, era quindi evitabile con una corretta manutenzione e con un sistema fognario dimensionato in modo adeguato. Da qui la richiesta di risarcimento.
Il Tribunale ha ritenuto fondata questa impostazione. Ha riconosciuto il nesso tra il malfunzionamento della fognatura pubblica e l’allagamento dell’immobile.
Il Comune di Anzio vuole spartire le responsabilità e va in appello
Il Comune di Anzio, però, non intende fermarsi. Dopo la sentenza non definitiva del 2024 aveva già presentato appello. Ora, alla luce della decisione finale, la Giunta ha autorizzato il sindaco a impugnare anche la sentenza definitiva.
L’ente si affida allo stesso legale che ha seguito il primo grado e il precedente appello. L’obiettivo è ribaltare la decisione e ottenere una diversa valutazione delle responsabilità. In particolare, il Comune punta anche a una conferma del coinvolgimento della società che gestisce la rete fognaria.
La vicenda, dunque, non è chiusa. Sarà la Corte d’Appello a stabilire se la condanna verrà confermata o meno.
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