La nomina è contenuta in una determinazione del 6 febbraio, pubblicata sul Bollettino ufficiale regionale il 17 febbraio. È il tassello che consente di far partire finalmente – in modo ordinato e “a norma” – gli atti tecnici dopo un lungo letargo politico-amministrativo.
Chi fa cosa: la Regione “entra” al posto del Comune
Il documento chiarisce anche il perimetro politico-istituzionale: l’operazione viene condotta in regime di potere sostitutivo regionale nei confronti del Comune di Aprilia.
In altre parole, la Regione Lazio assume il ruolo di soggetto attuatore, diventando amministrazione procedente e stazione appaltante, visto anche che il Comune di Aprilia è commissariato.
Una scelta che segnala l’intenzione di “mettere a terra” l’intervento superando stalli e difficoltà operative locali. Il RUP designato è l’ingegnere Benito Caringi, dirigente dell’area Bonifica dei siti inquinati.
Tempi: nessuna data nel provvedimento, ma la macchina ora può muoversi
Chi cerca un cronoprogramma nel provvedimento non lo troverà: l’atto non fissa scadenze e non indica una data di avvio dei lavori.
Tuttavia, la nomina del RUP è un indicatore concreto della fase successiva.
Dopo questo passaggio, normalmente si aprono la programmazione operativa, l’eventuale affidamento di servizi tecnici (indagini e progettazione), quindi le procedure di gara per lavori e servizi.
In sintesi: non è “il via al cantiere”, ma è il via alla sequenza amministrativa che porta al cantiere.
Che cosa comprende la bonifica: messa in sicurezza, indagini, rischio e intervento
Il testo della determinazione parla genericamente di “recupero ambientale” e richiama il quadro normativo (Codice appalti e disciplina ambientale).
Nel concreto, il percorso tipico di un’ex discarica richiede almeno: indagini ambientali e rilievi, ripristino e controllo dei presìdi, definizione del piano di caratterizzazione e analisi di rischio sito-specifica, fino alla messa in sicurezza (emergenziale o permanente) e agli eventuali lavori di bonifica.
È una filiera tecnica complessa, con ricadute su affidamenti, controlli e responsabilità: proprio per questo, il RUP diventa il punto di regia unico dell’intero procedimento.
Costi: l’atto non spende, ma la copertura dell’intervento è già prevista
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Dal lato contabile, la determinazione è netta: questa nomina non comporta oneri a carico del bilancio regionale. È un atto organizzativo, non un impegno di spesa.
Ciò non significa per forza che l’intervento sia “a costo zero”: i costi potrebbero venir formalizzati negli atti successivi (affidamenti, lavori, servizi).
La determinazione richiama la delibera regionale che attiva il potere sostitutivo e che dichiara assicurata la copertura finanziaria dell’operazione; quantificazioni e capitoli, però, non sono riportati in questo provvedimento.
Il contesto parlamentare: l’interrogazione e il nodo delle tempistiche PNRR
Il cambio di passo istituzionale arriva dopo mesi di attenzione politica.
Il 9 dicembre 2025 la vicenda era tornata in Parlamento con l’interrogazione dell’onorevole Ilaria Fontana al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica: al centro, l’urgenza di mettere in sicurezza un “sito orfano” e la tenuta delle tempistiche legate ai finanziamenti.
Nell’interrogazione si richiamavano risorse PNRR destinate al Lazio e, in particolare, al sito, insieme ai rallentamenti operativi e al rischio di disallineamento col cronoprogramma. È in questo quadro – tra pressione politica e necessità di non perdere risorse – che la Regione Lazio decide di assumere direttamente la regia.
Per cittadini e osservatori, il punto ora è seguire i prossimi atti: affidamenti per indagini e progettazione, eventuale approvazione del piano di caratterizzazione, bandi, aggiudicazioni e – soprattutto – il quadro economico dell’operazione.
È lì che si leggeranno tempi reali, costi effettivi e responsabilità operative, oltre alla risposta più attesa: quando Sant’Apollonia uscirà finalmente dalla zona grigia delle “attese” per entrare in quella dei cantieri e delle verifiche sul campo.
Dal punto di vista pratico bisognerà capire come i lavori di bonifica potranno sovrapporsi a quelli della costruzione della nuova discarica, visto che i terreni dei due progetti sono differenti, ma confinanti e quasi ‘incastrati’ tra loro
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