Una recente Determinazione della Città metropolitana di Roma interviene sull’autorizzazione del 2021 e ne modifica e aumenta le prerogative.
Il centro recupero metalli si trova nel territorio di Pomezia, in quel lembo di terra tra la 148 Pontina e la Pontina Vecchia, circa 1 chilometro più a nord dello svincolo con la Laurentina conosciuto come “Caronti”.

Dal “deposito” al recupero: cosa cambia nella filiera
Il punto centrale non è tanto l’aumento dei volumi annui, quanto la trasformazione della funzione industriale: oltre alle attività tipiche di stoccaggio e selezione di metalli di vario genere, l’impianto viene configurato per svolgere anche recupero/riciclaggio dei metalli stessi, con una filiera orientata alla produzione di materiali recuperati e alla gestione delle MPS (materie prime seconde), ossia di recupero vero e proprio delle materie prime di partenza.
Nella documentazione richiamata dall’atto, la società indica come prevalente il recupero di ferro, acciaio, rame e alluminio, collocando la modifica in una traiettoria più “circolare” della catena dei rottami.
Il nuovo ingresso: arrivano gli “imballaggi in materiali misti”
Tra le novità più nette figura l’inserimento di imballaggi in materiali misti, autorizzati sia in ingresso sia in uscita con operazioni di recupero, anche in questo caso. È un dettaglio che parla anche al tessuto economico locale.
L’imballaggio misto, spesso generato da logistica e distribuzione, entra formalmente nel perimetro di ciò che l’impianto può gestire. Accanto a questa aggiunta, l’atto estende il recupero anche per altri tipi di rifiuti, ridisegnando il “mix” delle lavorazioni possibili.
I numeri: quantità annue stabili, ma più capacità operativa interna
Sul piano quantitativo, il provvedimento mantiene invariato il tetto complessivo annuo: 13.594 tonnellate autorizzate in ingresso.
La leva è altrove: l’autorizzazione consente un limite massimo complessivo indicato in circa 1.499 t/anno e aumenta la capacità di stoccaggio istantaneo fino a 244 tonnellate.
A questo si aggiunge un presidio di controllo che accompagna la filiera dei rottami: l’installazione di un portale/pannelli radiometrici per verificare la radioattività dei carichi in entrata e uscita.
I materiali che riceve e tratta l’impianto
Dalla tabella “Tipi e quantitativi di rifiuti autorizzati in ingresso” nell’azienda, emergono, in sintesi, queste principali tipologie di rifiuti in arrivo: scaglie, limature, trucioli e polveri metalliche.
Come ad esempio:
- scaglie di lavorazione,
- limatura e trucioli ferrosi e non ferrosi,
- Imballaggi metallici,
- Imballaggi in materiali misti,
- rottami e frazioni metalliche da veicoli/attività produttive,
- metalli ferrosi,
- ferro e acciaio,
- rame/bronzo/ottone,
- alluminio,
- altri metalli e leghe,
- piombo,
- zinco,
- stagno,
- metalli misti,
- cavi (diversi da quelli classificati come pericolosi),
- metalli da trattamento meccanico/selezione,
- metallo da raccolte differenziate,
- RAEE e componentistica,
- apparecchiature fuori uso e componenti rimossi,
- apparecchiature elettriche ed elettroniche fuori uso non pericolose.
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