Chi ha effettuato i sopralluoghi parla di sabbia inghiottita dall’acqua, recinzioni sospese nel vuoto, scarpate dunali sbriciolate sotto la spinta incessante delle onde.
È uno scenario che sul litorale di Latina che si ripete da anni, con una cadenza ormai drammaticamente familiare. Mareggiate una dopo l’altra, erosione che avanza metro dopo metro, stabilimenti e abitazioni sempre più vicini al baratro.
E ogni volta la stessa domanda, sospesa tra rassegnazione e rabbia: fino a quando?
Il Comune: è emergenza arretramento della linea di costa sul litorale di Latina
Il Comune di Latina di fronte all’emergenza mareggiate sul litorale ha formalmente aperto il Centro Operativo Comunale (C.O.C.). Il C.O.C. di regola nei comuni si apre per coordinare le attività di protezione civile a livello locale in situazioni di emergenza o allerta, come alluvioni, terremoti o eventi meteo intensi. Viene convocato quando la situazione richiede una gestione operativa coordinata sul territorio comunale
Nel documento con cui il Comune di Latina ha aperto il Centro Operativo Comunale (C.O.C.), si parla di “eventi meteomarini che hanno determinato arretramento della linea di costa, crolli di muri di recinzione, cedimenti della scarpata dunale e rischio concreto per la pubblica incolumità”.
Parole che certificano uno stato di emergenza non più episodico, ma strutturale.
L’assessore Gianluca Di Cocco punta il dito contro una macchina amministrativa e burocratica che arranca.
Iter infiniti, valutazioni, conferenze dei servizi: passaggi necessari, certo, ma che nel frattempo lasciano il litorale di Latina esposto all’inesorabile avanzata del mare.
E sullo sfondo, quei “no” pregiudiziali che – pur senza essere evocati esplicitamente – sembrano aver frenato ogni tentativo di intervento, anche il più minimo, come piantare un semplice picchetto per delimitare un’area a rischio.
La politica deve superare l’ostruzionismo per salvare il litorale
Il confronto politico si è riacceso nelle ultime ore.
Il consigliere regionale Orlando Angelo Tripodi.ha invitato ad unire le forze:
«È tempo di unire le forze, accelerare gli interventi e lavorare in piena sinergia».
Un appello raccolto dall’assessore Di Cocco, che però rivendica con fermezza il lavoro già svolto:
«Ben venga l’appello dell’onorevole Tripodi, a cui rispondo con chiarezza: il progetto è pronto da un pezzo. Si tratta del progetto delle barriere rigide, oggi nelle mani della Regione Lazio in qualità di soggetto attuatore».
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Di Cocco insiste sulla necessità di unire le forze e superare l’ostruzionismo:
«È il momento di unire tutte le forze, lo dico da anni – tutte le parti politiche e tutte le associazioni – affinché il progetto possa partire concretamente nei prossimi mesi. Ha detto bene: il tempo dell’ostruzionismo è finito. Se non vogliamo vedere scomparire il lungomare, non solo quello di Latina ma presto anche quello di Sabaudia, dobbiamo agire insieme e senza divisioni».
Il mare, intanto, non aspetta. Ogni mareggiata lascia un segno più profondo della precedente. E mentre la politica invoca unità e rapidità, sulla costa pontina resta l’urgenza di trasformare progetti e dichiarazioni in cantieri aperti.
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