I ricorsi sono stati notificati il 9 febbraio 2026.
Il primo procedimento, con udienza fissata al 18 marzo 2026, riguarda un minore riconosciuto come gravemente disabile ai sensi della legge 104.
Il genitore sostiene che al figlio siano state assegnate meno ore di sostegno e di assistenza specialistica rispetto a quelle indicate nella relazione finale del Piano Educativo Individualizzato e ribadite nel documento di ottobre 2025.
Il secondo procedimento, con udienza fissata al 9 marzo 2026, riguarda un altro studente con disabilità grave.
Anche in questo caso si contesta la mancata attribuzione di tutte le ore di assistenza previste nel Piano Educativo Individualizzato per l’anno scolastico in corso.
In entrambi i ricorsi si parla di presunta discriminazione legata alla riduzione delle ore di supporto rispetto a quanto programmato.
Il ruolo dell’Operatore Educativo per l’Autonomia e la Comunicazione
Tra i servizi oggetto di contestazione vi è l’assistenza garantita dall’OEPAC, sigla che indica l’Operatore Educativo per l’Autonomia e la Comunicazione.
Si tratta di una figura professionale che affianca l’alunno con disabilità durante l’orario scolastico. L’operatore non sostituisce l’insegnante di sostegno.
Lavora in collaborazione con i docenti. Il suo compito è favorire l’autonomia personale, sostenere la comunicazione e facilitare l’inclusione nel gruppo classe.
L’OEPAC viene assegnato dal Comune di residenza dello studente. Il servizio rientra quindi tra le competenze dell’ente locale. Nei ricorsi si contesta che le ore effettivamente garantite siano inferiori a quelle programmate.
Nel secondo caso viene citata anche l’assistenza alla comunicazione aumentativa alternativa, un supporto rivolto agli studenti con difficoltà nella comunicazione verbale.
Il Gruppo di Lavoro Operativo per l’Inclusione
Le ore di sostegno e di assistenza vengono definite dal GLO, il Gruppo di Lavoro Operativo per l’Inclusione.
Il GLO è composto dal dirigente scolastico o da un suo delegato, dagli insegnanti della classe, dal docente di sostegno, dai genitori e dagli eventuali specialisti sanitari. Il gruppo si riunisce per analizzare i bisogni dell’alunno e programmare il percorso educativo.
È in questa sede che vengono stabilite le ore di sostegno didattico e le ore di assistenza specialistica necessarie. Le decisioni del GLO vengono poi riportate in un documento ufficiale.
Il Piano Educativo Individualizzato
Il documento di riferimento è il PEI, ovvero il Piano Educativo Individualizzato.
Il PEI descrive il percorso didattico personalizzato dello studente con disabilità. Indica gli obiettivi, le strategie educative, le modalità di verifica e le risorse assegnate.
Tra queste rientrano le ore di insegnante di sostegno e le ore di assistenza specialistica, come quelle dell’Operatore Educativo per l’Autonomia e la Comunicazione.
Il Piano Educativo Individualizzato ha validità annuale. Viene aggiornato ogni anno scolastico.
Nei due ricorsi si sostiene che le ore effettivamente garantite non coincidano con quelle previste nel PEI 2025-2026.
La decisione della Giunta comunale di Ardea
Il Comune di Ardea ha ritenuto opportuno che l’Ente si costituisca in giudizio.
Nel dispositivo della delibera si legge che viene approvata “la costituzione e la resistenza dell’Ente nei 2 giudizi notificati all’Ente”. L’obiettivo è difendere le ragioni del Comune e tutelarne la posizione davanti al giudice.
La Giunta ha autorizzato il sindaco, quale rappresentante legale dell’Ente, a sottoscrivere la procura alle liti.
Sarà ora il Tribunale di Velletri a esaminare la documentazione e le posizioni delle parti. Le udienze si terranno nel mese di marzo.
Leggi anche: Ardea, assistenza scolastica ai disabili: Comune sconfitto due volte in tribunale
























